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Dall'11 novembre al via le nuove regole sugli appalti archeologici e culturali

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08
NOV 17

Arriva la disciplina per regolamentare gli appalti pubblici di lavori riguardanti i beni culturali. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 252 entrerà in vigore l' 11 novembre il Dm Beni e attività culturali e turismo di concerto con il ministero delle Infrastrutture e trasporti del 22 agosto 2017 n. 154 che definisce le norme, in base al Codice dei beni culturali (Dlgs n. 42/2004), per le seguenti tipologie di intervento: scavo archeologico, comprese le indagini archeologiche subacquee; monitoraggio, manutenzione e restauro di beni culturali immobili; monitoraggio, manutenzione e restauro dei beni culturali mobili, superfici decorate di beni architettonici e materiali storicizzati di beni immobili di interesse storico, artistico o archeologico.

Gli interventi Lo scavo archeologico consiste nelle operazioni che consentono la lettura storica delle azioni umane, dei fenomeni geologici, succedutesi in un determinato territorio, delle quali si recuperano le documentazioni materiali, mobili e immobili, riferibili al patrimonio archeologico. La manutenzione riguarda il complesso di attività e interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento dell' integrità, dell' efficienza funzionale e dell' identità del bene e delle sue parti. Il restauro è l' intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all' integrità materiale e al recupero del bene medesimo, alla protezione e alla trasmissione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico il restauro comprende l' intervento di miglioramento strutturale.
Lo stato di conservazione Gli interventi sui beni culturali, inseriti nei documenti di programmazione dei lavori pubblici, sono eseguiti secondo i tempi, le priorità e le altre indicazioni derivanti dal criterio della conservazione programmata. A tal fine le stazioni appaltanti, sulla base della ricognizione e dello studio dei beni affidati alla loro custodia, redigono un documento sullo stato di conservazione del singolo bene, tenendo conto della pericolosità territoriale e della vulnerabilità, delle risultanze, evidenziate nel piano di manutenzione e nel consuntivo scientifico, delle attività di prevenzione e degli eventuali interventi pregressi di manutenzione e restauro. Per i beni archeologici sono previsti anche i risultati delle indagini diagnostiche.
Le regole degli appalti Il regolamento si sofferma sui requisiti di qualificazione degli esecutori di lavori unitamente ai requisiti di qualificazione dei direttori tecnici. Rilevanti le disposizioni sulle attività di progettazione ovvero al progetto di fattibilità tecnica ed economica che necessità di un capillare approccio metodologico per la conoscenza del bene culturale e del suo contesto storico ambientale. Oltre alle specifiche della scheda tecnica, il decreto puntualizza gli aspetti fondamentali del progetto definitivo ed esecutivo con le conseguenti articolazioni generali e di dettaglio. Si segnalano gli interventi nei quali è ammessa la somma urgenza e gli organi preposti al collaudo in corso d' opera e dei beni individuati nelle rispettive categorie previste dalla nuova disposizione regolamentare.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 07/11/2017 - autore ANTONIO CAPITANO


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