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Offerte, il prezzo giusto per Anac

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MAG 17

Limite del 30% al prezzo nell'aggiudicazione con l'offerta economicamente più vantaggiosa; fino a due milioni lavori affidabili con il prezzo più basso ma non con procedura negoziata; non valutabili le opere aggiuntive contenute nelle offerte tecniche.

Sono questi alcuni dei punti innovativi del decreto 56/2017, correttivo del codice appalti, per la disciplina della fase di aggiudicazione. Sull' impostazione generale il decreto correttivo non cambia molto (ad eccezione dei lavori fino a due milioni) la disciplina già contenuta nel decreto 50: rimane fermo il principio generale dell' affidamento con il criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa (Oepv) con la conseguente limitazione del ricorso al criterio del prezzo più basso, che può essere utilizzato in ipotesi residuali e per importi ridotti (o fino a 40 mila o da 40 mila alla soglia Ue per servizi e forniture solo se caratterizzati da elevata ripetitività, fatta eccezione per contratti di notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo (che devono sempre essere aggiudicati con l' Oepv). Una disposizione sulla quale molto si è discusso è quella che ritocca il comma 4 dell' articolo 95 del codice stabilendo che per gli appalti di lavori di importo pari o inferiore a 2 milioni di euro, «quando l' affidamento dei lavori avviene con procedure ordinarie, sulla base del progetto esecutivo», se la stazione appaltante applica l' esclusione automatica, deve «ricorrere alle procedure di cui all' articolo 97, commi 2 e 8». Se per la prima condizione richiesta dalla norma non sorgono problemi (i lavori devono essere affidati ponendo a base di gara un progetto esecutivo e quindi si deve trattare di contratti di appalto di sola esecuzione e non di appalti integrati in cui si parte dal progetto definitivo), il punto delicato è comprendere quali siano le procedure ordinarie. Anche la giurisprudenza ha sempre ritenuto ordinarie, in base alle norme Ue, le procedure aperte e ristrette con pubblicità del bando chiarendo che le procedure negoziate rappresentano una eccezione al principio generale della massima concorrenza (e quindi sono procedure speciali). Da ciò la difficoltà ad affidare lavori con prezzo più basso attraverso procedure negoziate (per importi fino a un milione con invito a 15 operatori). È lo stesso art. 36 del codice, per gli appalti fino ad un milione, ad escludere implicitamente che fra le procedure ordinarie rientri la procedura negoziata, con il risultato che fino a due milioni sembrerebbe obbligatorio il ricorso alle sole procedure aperte o ristrette. Al di là dei tentativi interpretativi in fase di studio, appare evidente che anche per non determinare inutili contenziosi la strada maestra della modifica normativa appaia l' unica in grado di risolvere con certezza il problema evitando che la procedura negoziata possa essere utilizzata soltanto con l' Oepv. Un' altra disposizione di interesse riguarda il «peso» dell' elemento prezzo e il correlato obiettivo di aumentare la rilevanza degli elementi qualitativi dell' offerta. Il legislatore del decreto 56 ha infatti stabilito che «al fine di assicurare l' effettiva individuazione del miglior rapporto qualità-prezzo» devono essere valorizzati «gli elementi qualitativi dell' offerta» e individuati «criteri tali da garantire un confronto concorrenziale effettivo sui profili tecnici». Per questa ragione si fa obbligo la stazione appaltante a stabilire nei bandi di gara «un tetto massimo per il punteggio economico entro il limite del 30%». Tutto da verificare l' impatto della disposizione sulle indicazioni già fornite dall' Anac che ad esempio, per il settore dei servizi tecnico-professionali, ha previsto tetti anche più bassi (il 20% nelle linee guida 1/2106).

 

A cura di ItaliaOggi del 19/05/2017 pag. 36 - autore Andrea Mascolini


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