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Affidamenti diretti sempre motivati

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MAG 17

Affidamenti diretti sempre da motivare. Le modifiche apportate all' articolo 36, comma 2, lettera a), del dlgs 50/2016 da parte del «correttivo» al codice dei contratti inducono molti operatorio a ritenere possibile affidare i contratti «intuitu personae».

La cancellazione della precisazione che l' affidamento diretto debba essere «adeguatamente motivato» porta alcuni a ritenere che l' individuazione senza gara del prestatore possa essere priva di motivazione e, dunque, lasciata all' esclusiva valutazione del responsabile di servizio, che risulterebbe persino esonerato dalla necessità di esternare le ragioni della propria valutazione. Si tratta di conclusioni, tuttavia, certamente erronee. Il correttivo ha eliminato la sola enfasi della motivazione, non richiedendo quella particolare adeguatezza prevista prima, dalla quale l' Anac nelle linee guida 3/2016 aveva tratto l' esigenza di motivare adeguatamente la scelta del contraente necessariamente mediante confronti tra preventivi. Tuttavia, l' obbligo di esplicitare la ragione per la quale si sceglie un certo contraente resta. Infatti, è ancora vigente l' articolo 3, comma 1, della legge 241/1990, norma generale che impone di motivare tutti i provvedimenti amministrativi, ivi compresi quelli connessi agli appalti. Per altro, nel caso degli affidamenti diretti resta l' obbligo di una doppia motivazione. Non si deve dimenticare che l' articolo 36 del codice dei contratti attribuisce alle amministrazioni la facoltà di avvalersi delle forme di affidamento «semplificate» ivi previste, in alternativa alle procedure ordinarie. Bisogna, quindi, innanzitutto spiegare perché si utilizza la forma semplificata, come del resto richiede il Piano nazionale anticorruzione 2015, al punto «4.2.5 Esemplificazione di possibili misure» dedicate proprio agli affidamenti diretti; l' Anac evidenzia un «obbligo di motivazione nella determina a contrarre in ordine sia alla scelta della procedura sia alla scelta del sistema di affidamento adottato». A tale motivazione deve conseguire anche quella, ovviamente, del contraente. Caduta la particolare adeguatezza della motivazione, non possono certo bastare formule astratte che evidenzino, ma non dimostrino, la congruità della proposta. La motivazione può e deve essere costruita anche senza ricorrere all' acquisizione di una pluralità di preventivi (per quanto tale prassi appaia certamente la più corretta ai fini di una buona amministrazione): la congruità di una proposta contrattuale può ricostruirsi anche confrontandola con listini pubblici (come i prezzi del MePa) o, ancora, con affidamenti di prestazioni analoghe di altre amministrazioni, dopo semplici ricerche in rete. In ogni caso, il correttivo ha lasciato in piedi la previsione del comma 1 dell' articolo 36, secondo il quale gli affidamenti «semplificati» debbono avvenire comunque nel rispetto dei principi enunciati dall' articolo 30: economicità, efficacia, tempestività, correttezza, libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, pubblicità. Tale obbligo non può che essere soddisfatto dall' esplicitazione delle modalità operative con le quali i principi imposti dal legislatore sono rispettati. La dimostrazione, comunque, che il correttivo è ben lungi dall' aver autorizzato affidamenti per sola via fiduciaria sta nell' accentuazione dell' ulteriore principio di rotazione, da assicurare non solo attraverso l' invito a ditte sempre diverse (nel caso di procedure con selezione competitiva), ma, soprattutto, mediante la rotazione anche degli affidamenti. Le amministrazioni, dunque, qualora agiscano con assegnazione diretta a un certo operatore economico una prima volta, la volta successiva non potranno tornare dal medesimo operatore, fondando la loro decisione appunto sulla fiducia in esso riposta, per quanto dimostrabile mediante la correttezza della resa della prestazione contrattuale.

 

A cura di ItaliaOggi del 19/05/2017 pag. 35 - autore Luigi Olivieri


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