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Enti, meno vincoli sugli appalti

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APR 17

Pareggio di bilancio più flessibile per le gare avviate in base al vecchio codice dei contratti.

Il capitolo enti locali della manovra correttiva dei conti pubblici amplia la possibilità di finanziarle con il fondo pluriennale vincolato, ma la modifica rischia di arrivare a tempo scaduto. Il provvedimento, approvato più di una settimana fa dal governo «salvo intese», sembra ormai vicino a trovare la sua formulazione definitiva e si è arricchito di nuovi contenuti. Fra questi, spicca la modifica del comma 467 della legge di bilancio (legge 232/2016), che permette una maggiore flessibilità nella gestione del fondo pluriennale vincolato (Fpv) alle amministrazioni che abbiano approvato il preventivo entro lo scorso 31 gennaio. In tali casi, è possibile conservare a Fpv le risorse destinate nel 2015 a finanziare investimenti per lavori pubblici non ancora conclusi. A legislazione vigente, occorre disporre almeno di un progetto esecutivo degli investimenti redatto e validato, ma il decreto estende la platea a tutti gli enti che abbiano avviato le procedure di scelta del contraente «fatte salve» dal nuovo codice dei contratti (dlgs 50/2016). Il problema è che la precisazione arriva quando la maggior parte degli enti hanno già predisposto i rendiconti 2016, quantificando in via definitiva il Fpv, per cui difficilmente sarà possibile rimettere mano ai numeri prima della scadenza di legge del 30 aprile. Fra le altre novità, si segnala la norma che obbliga le regioni a certificare entro il 30 giugno l' avvenuta erogazione agli enti di area vasta delle risorse per il finanziamento delle funzioni conferite, condizionando a tale adempimento il versamento di una quota pari al 20% del fondo statale per il trasporto pubblico locale. Molte anche le conferme rispetto ai contenuti anticipati negli scorsi giorni, a partire dalla stabilizzazione dei criteri di riparto del fondo di solidarietà comunale (già applicati per il 2017) fino alle misure di salvataggio di province e città metropolitane, che incassano 210 milioni di contributi per il 2017 e 80 a decorrere dal 2018 (più altri 10 e 20 milioni per quelli sardi, che verranno erogati per il tramite della rispettiva regione), oltre alla riedizione delle norme che consentono di approvare il bilancio su base annuale anziché triennale, di applicare gli avanzi destinati e liberi e di chiedere alle regioni la smobilizzazione di quota parte di quelli vincolati. Per le regioni, arriva l' atteso recepimento dell' Intesa raggiunta con l' esecutivo lo scorso 11 febbraio, che porta ai governatori un bonus da 400 milioni da destinare ad investimenti nuovi e aggiuntivi, il riparto dei 500 milioni di spazi finanziari stanziati dalla stessa legge 232 a valere sul pareggio di bilancio 2017, la stabilizzazione dei fondi per il Tpl e una maggiore flessibilità nell' iscrizione a bilancio dell' avanzo vincolato e accantonato. Infine, si segnalano le norme che concedono più tempo per il raggiungimento dell' equilibrio negli enti in pre-dissesto che abbiano introdotto misure di razionalizzazione dei servizi o delle partecipate (si veda altro pezzo in pagina) e la sospensione del termine per l' invio della certificazione sul pareggio di bilancio da parte degli enti dissestati.

 

A cura di ItaliaOggi del 19/04/2017 pag. 34 - autore Matteo Barbero


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