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Punteggio premiale negli appalti di servizi solo se non snatura la prestazione richiesta

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GIU 19

Nell' ambito dell' affidamento dei servizi è ammissibile un punteggio premiale aggiuntivo nel caso di proposte oggettivamente migliorative delle prestazioni richieste, ma non anche l' offerta di ulteriori servizi in grado di alterare la prestazione richiesta dalla stazione appaltante.

Ciò è quanto emerge da due sentenze degli ultimi giorni che si esprimono in modo opposto: il Tar Lazio - sezione 2-ter - n. 8121/2019 e il Tar Lombardia - sezione IV - n. 1327/201 9.

Sull' ammissibilità del criterio premiale anche per i servizi In senso favorevole si pronuncia il Tar Lazio. Il ricorrente ha contestato il criterio di valutazione che prevedeva l' assegnazione di un punteggio, tra gli altri, per l' incremento delle ore di pulizia. La tesi è che tali criteri sarebbero illegittimi perchè diretti a valorizzare «esclusivamente l' aspetto quantitativo e non anche quello qualitativo dell' offerta tecnica» costituendo «un' indiretta forma di ribasso economico attraverso il riconoscimento di ore di servizio aggiuntive rispetto a quelle programmate».

Il giudice respinge la doglianza statuendo la legittimità del criterio utilizzato perché «pertinente rispetto alla natura e all' oggetto dell' appalto, come richiesto dall' articolo 95, comma 6, Dlgs n. 5016, in quanto () finalizzato ad un miglioramento oggettivo della prestazione e, quindi, attiene a un aspetto qualitativo (e non già quantitativo come, invece, dedotto da parte ricorrente) della stessa». A nulla è valso il richiamo da parte del ricorrente al precedente del Tar Umbria n. 581/2018 che ha invece annullato gli atti di gara per l' offerta migliorativa consistente in un «surplus di ore di lavoro messo a disposizione e liberamente utilizzabile dall' amministrazione in base alle proprie esigenze» che sostanzialmente non deteterminava, secondo il giudice capitolino, alcun miglioramento qualitativo della prestazione da rendere.

E la tesi contraria dell' inammissibilità Di diverso avviso, invece, il Tar Lombardia, - sezione IV - n. 1327/2019 che annulla gli atti di gara per diversi vizi di legittimità ma, per ciò che in questa sede interessa, per la violazione dell' articolo 95, comma 14-bis del codice. Secondo la ricorrente il bando - tra gli altri - doveva ritenersi illegittimo per la previsione di un punteggio premiale, rispetto alle previsioni del capitolato capitolato, per prestazioni ulteriori da rendere gratuitamente. Il giudice, pur in modo non chiarissimo, ritiene persuasive le doglianze evidenziando che «il comma 14-bis, articolo 95, del Dlgs n. 50/2016 per come formulato, limita il divieto di prevedere un punteggio premiale per l' offerta di prestazioni aggiuntive da rendere gratuitamente agli appalti di lavori (Tar Veneto - Sezione I - sentenza n. 105/2018)».

La disposizione parla testualmente «di "opere aggiuntive" e di "progetto esecutivo a base d' asta": elementi questi incompatibili con la struttura di un appalto di servizi quale quello oggetto di causa». È, però, proprio la sentenza del Tar Veneto, richiamata da questo giudice, che introduce il chiarimento sulla possibilità di offerire un punteggio premiale per prestazioni aggiuntive nei servizi. Il richiamo al comma 14 bis (aggiunto dal Dlgs n. 56/2017 all' articolo 95 del Dlgs n. 50/2016), si deve ritenere non appropriato in quanto precipuamente riferito agli affidamenti di lavori (come risulta dal letterale richiamo a "opere aggiuntive" rispetto a quanto previsto nel "progetto esecutivo" a base d' asta), ma non anche ai servizi per i quali difficilmente si può parlare di "opere aggiuntive", o di un "progetto esecutivo" posto a base d' asta.

È il principio, alla base della norma, che può essere oggetto di estensione analogica. E tale principio si sostanzia - semplicemente - nel generale divieto di «evitare che il singolo operatore possa alterare i caratteri essenziali delle prestazioni richieste dalla lex specialis con proposte che si traducano in una diversa ideazione del contratto in senso alternativo rispetto a quanto voluto dalla Pa», ma ciò non impedisce che possa essere attribuito un punteggio aggiuntivo «solo in relazione al miglioramento e all' implementazione degli stessi servizi oggetto di gara» e non anche per servizi aggiuntivi.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 27/06/2019 – autore STEFANO USAI


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