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Appalti con manodopera con analisi qualità/prezzo

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MAG 19

Gli appalti di servizi ad alta intensità di manodopera devono sempre essere affidati utilizzando il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, anche se si tratta di appalti che abbiano caratteristiche standard.

A questa conclusione, recepita quasi «in diretta» nel decreto-legge sblocca cantieri, è giunto il Consiglio di stato con la pronuncia in Adunanza plenaria del 21 maggio 2019, n. 8 che ha risolto una querelle giurisprudenziale sull'interpretazione degli articoli 50, comma 1, e 95, comma 3, lett. a), del codice appalti (dlgs 50/2016) . Si trattava di comprendere quale criterio di aggiudicazione si dovesse adottare in caso di appalto che avesse contemporaneamente caratteristiche di alta intensità di manodopera (ovvero il cui costo per tale voce dell'offerta sia «pari almeno al 50% dell'importo totale del contratto») e standardizzate. Il contrasto di giurisprudenza (applicazione del criterio qualità/prezzo o del criterio del minore prezzo) si era determinato a causa di alcune pronunce (della terza sezione) che avevano affermato la prevalenza del criterio del massimo ribasso ai sensi dell'art. 95, comma 4, lett. b), del codice appalti sul presupposto che la tipologia di cui alla lett. b) del comma 4 dell'art. 95 (servizi e forniture standardizzate) riguardasse un ipotesi del tutto differente dall'appalto «ad alta intensità di manodopera» di cui all'art. 95, comma 3, lett. a) «che concerne prestazioni comunque tecnicamente fungibili». La terza sezione, sottolinea l'Adunanza plenaria, non aveva effettuato un'analisi del rapporto strutturale tra le due diverse disposizioni di legge. Diversamente, dicono i giudici, si sarebbe invece arrivati alla conclusione che in ogni caso i servizi ad alta intensità di manodopera, ancorché standardizzati, devono essere aggiudicati con il criterio del miglior rapporto qualità/prezzo.
L'argomento peraltro era già stato trattato dall'Autorità nazionale anticorruzione che aveva affermato che i servizi ad alta intensità di manodopera, seppure standardizzati, rientrano nell'ambito di applicazione del comma 3 dell'art. 95 e quindi devono essere aggiudicati esclusivamente sulla base del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. Una tesi sposata anche dall'Adunanza plenaria in virtù del «carattere speciale e derogatorio di quest'ultima regola (prezzo più basso) rispetto a quella generale» che impone il ricorso al criterio qualità/prezzo.
Peraltro del contenuto dell'Adunanza plenaria, quasi «in diretta», si è tenuto conto anche nell'ambito dell'esame del decreto-legge n. 32/2019, il c.d. sblocca cantieri. Infatti con un emendamento all'articolo 1, comma 1, lettera s), approvato il 17 maggio, si era provveduto ad un intervento modificativo del comma 4 dell'articolo 95 del codice dei contratti pubblici che stabilisce i casi in cui si possa ricorrere al criterio del «prezzo più basso» e cita anche i «servizi e le forniture con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato». L'emendamento chiarisce che da questi appalti di servizi e forniture standardizzate sono comunque sempre esclusi i «i servizi ad alta intensità di manodopera di cui al comma 3, lettera a)». E così il cerchio sembra essersi chiuso in una apparentemente virtuoso rapporto fra legislatore e giudice.

 

A cura di ItaliaOggi NUMERO 122   PAG. 36  DEL 25/05/2019 - autore Andrea Mascolini


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