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Sblocca-cantieri, stop alla tassa sulle gare

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MAG 19

Niente da fare per la micro tassa sulle gare che avrebbe dovuto gettare un salvagente alle Pmi rimaste incagliate nei cantieri in crisi.

L' idea, partorita in casa Cinque Stelle e mai piaciuta alla Lega, non è tra gli emendamenti approvati dalle commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato che ieri hanno concluso l' esame del decreto sblocca cantieri, rimettendo all' Aula (seduta oggi alle 15) una lunga serie di questioni spinose da risolvere. Nel rapporto M5s-Lega, dove niente rischia di essere uguale a prima del voto europeo del 26 maggio, è però stata sminata forse la partita più scottante: quella sulla Tav al centro dell' emendamento Pergreffi (Lega) che inseriva la Torino-Lione in un elenco di piccole e grandi opere da commissariare subito.
L' emendamento, ritirato in commissione per evitare di offrire il fianco alle polemiche prima del voto, rischiava di riesplodere in Aula, tra i Cinque Stelle che annunciavano di non poter votare il «commissariamento di una società di diritto francese» (Stefano Patuanelli, capogruppo M5S al Senato). E le resistenze della Lega, che ancora nel pomeriggio sosteneva di voler mantenere il punto. A comporre la questione ci ha pensato un lunghissimo vertice di maggioranza andato avanti fino alla serata, alla presenza del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, dove si è deciso di trasformare l' emendamento in un ordine del giorno. L' esito del voto europeo «non cambia assolutamente nulla» ha detto il ministro uscendo dalla riunione. «i miei dossier - ha aggiunto rispondendo a una domanda sulla Tav - vengono gestiti oggi come venivano gestiti prima delle elezioni».
A spiegare i termini del compromesso trovato in extremis ci ha pensato il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi. «L' ordine del giorno - ha detto - impegnerà il governo a commissariare le grandi opere escludendo le tratte transfrontaliere che non possono essere commissariate perché Telt è una società di diritto francese». Il documento dovrebbe poi essere recepito in un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Bocche cucite, invece, sull' ipotesi di sottoporre gli appalti al vaglio preventivo della Corte dei Conti, in modo da superare la sindrome da «blocco della firma» che frena l' iniziativa dei funzionari pubblici di fronte al rischio di essere chiamati a rispondere di danno erariale. A frenare in questo caso sarebbe la Lega.
Dovrebbero invece far parte del pacchetto di emendamenti annunciati dal Governo i commissari per mettere in sicurezza il regime idraulico del Gran Sasso (lavori ancora in corso per trovare le coperture) e quello per il Mose di Venezia, che potrebbe essere presentato come emendamento dei relatori, prevedendo il coinvolgimento degli enti locali e spese a carico dello Stato, come aveva richiesto il governatore Luca Zaia. Ha invece superato senza problemi il vaglio della commissione l' emendamento bipartisan per finanziare (con 160 milioni in sei anni) l' installazione di telecamere di sorveglianza negli asili e nelle residenze anziani per contrastare gli episodi di violenza contro bambini e persone in difficoltà.
Ok anche a nuove procedure per finanziare con i 400 milioni stanziati dalla legge di Bilancio 2018 le opere comunali di messa in sicurezza del territorio e lo stop al pagamento dell' Imu per tutto il 2019 a favore dei fabbricati dei comuni di Lombardia e Veneto colpiti dal sisma del 2012. Contro lo sblocca cantieri («che non dà né sviluppo né legalità») ieri anche una manifestazione dei sindacati con presidio in piazza Montecitorio.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 29.05.2019 - autore MAURO SALERNO


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