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Sblocca Cantieri e Codice dei contratti: dai Sindacati il NO alla giungla negli appalti

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MAG 19

In una nota Alessandro Genovesi, Segretario Generale della Fillea Cgil, la categoria degli edili, ricorda la manifestazione promossa da CGIL, CISL e UIL per oggi alle ore 9,30 contro le modifiche al Codice degli Appalti, proposte dal Governo giallo-verde.

Per far ripartire i cantieri servono una riduzione ed una qualificazione delle stazioni appaltanti, non il loro aumento. Servono norme per ridurre il contenzioso amministrativo e non meno trasparenza e legalità, non il ritorno al massimo ribasso, non la liberalizzazione del sub appalto, che vogliono dire meno tutele per i lavoratori, meno sicurezza, più concorrenza sleale”, aggiungendo che “Per sbloccare la attuali opere ferme servono politiche industriali mirate, con la creazione di un Fondo misto - banche e Cassa Depositi e Prestiti - per salvare e rilanciare le principali aziende del settore. Servono politiche per una riconversione green del costruito, non certo tornare alla spesa allegra delle varianti facili e del General Contractor dove lo stesso soggetto progetta, esegue e collauda. Servono norme chiare ed efficaci, non la totale deregolamentazione con super commissari che opereranno in deroga al Codice stesso. Noi chiediamo un rilancio del settore qualificando lavori ed imprese, rispettando il CCNL dell’edilizia contro ogni forma di dumping, chiediamo di assumere quelle migliaia di geometri, architetti, ingegneri che nel tempo abbiamo perso nelle nostre Pubbliche Amministrazioni”.

Quello che propone il Governo - conclude Genovesi - invece è un ritorno alla legge della giungla, al massimo ribasso come regola, ai cartelli come strumento di competizione, alla liberalizzazione del sub appalto, nonostante il numero crescente di lavoratori a nero e di infortuni mortali. Per questo sosteremmo in tutte le sedi le battaglie che unitariamente come sindacato delle costruzioni e come CGIL, CISL e UIL verranno portate avanti. Insieme ad Avviso pubblico, alle Acli, all’Arci, a Libera, al Gruppo Abele, a Legambiente, al Kyoto Club a Sos Impresa, al centro Pio La Torre e ai tanti imprenditori seri che vogliono competere sulla qualità e sul buon lavoro”.

Le associazioni ambientaliste ed antimafia hanno, poi, predisposto una nota di pesante critica al decreto-legge aggiungendo anche la propria preoccupazione per lo svuotamento dell'ANAC; nella nota è precisato che "Non si comprende, sempre leggendo il testo del decreto, quali siano le ragioni che hanno indotto il Governo ad un sostanziale svuotamento di ANAC, organismo che in questi anni è divenuto un punto di riferimento imprescindibile per la gestione del sistema degli appalti pubblici, così come il ripristino dei commissari straordinari, la ricomparsa del criterio del massimo ribasso, l’allargamento delle procedure ad affidamento diretto tramite negoziazione, l’aumento del subappalto, il ripristino dell’appalto integrato che affida allo stesso soggetto sia la progettazione che l’esecuzione dei lavori, eliminando la progettazione indipendente che aveva lo scopo di incrementare la qualità dei progetti, la ricerca delle soluzioni tecnologiche meno impattanti da un punto di vista ambientale e di inserire al meglio il progetto nel contesto territoriale e urbano".

A cura di Redazione LavoriPubblici.it del 28/05/2019 


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