Logo - Tutto Gare
Studio Amica Tutto Gare Software per la gestione interamente telematica delle gare d'appalto


Accesso agli atti, l'oscuramento è equiparabile al diniego

Accesso agli atti, l'oscuramento è equiparabile al diniego
Logo - Tutto Gare
Logo - Tutto Gare
09
MAG 19

Un' impresa partecipante ad una gara di appalto ha sempre, in linea di principio, diritto di accedere a tutti gli atti che incidono in modo diretto ed immediato sul suo interesse all' aggiudicazione; di talché l' ostensione di una documentazione oscurata e comunque prodotta solo per stralci, costituisce, di fatto, un diniego sostanziale di accesso agli atti, ed è una diretta violazione dell' articolo 53, comma 6, del Dlgs n. 50/2016. È quanto afferma il Consiglio di Stato con l' ordinanza n. 2331/2019 .

Il caso La vicenda trae origine dal ricorso, presentato da un Rti non aggiudicatario nei confronti della Consip, volto accertamento ex articolo 116 c.p.a. del diritto di accesso alla documentazione della procedura. In particolare, il ricorrente in primo grado si doleva della circostanza per la quale i documenti di gara di cui era stata concessa l' ostensione recavano diffusamente dei dati 'oscurati' in maniera tale da rendere difficile l' esame della legittimità delle operazioni.

Il Tar adito, nel rigettare le istanze, affermava non solo che in ogni caso la documentazione era stata fornita, ma altresì che l' oscuramento fosse legittimo giacché si trattava di una gara strutturata su una pluralità lotti aventi autonomia funzionale, ma procedimentalmente connessi, con la conseguenza che l' amministrazione competente avesse la necessità di non diffondere i dati relativi a situazioni che potessero determinare la conoscenza di valutazioni relative a lotti differenti rispetto a quelli per i quali venivano svolte le richieste di accesso.

Il Consiglio di Stato, ribaltando l' iter motivazionaledel Giudice di prime cure, ha obbligato la Consip all' ostensione integrale della documentazione richiesta «senza omissioni o oscuramenti di sorta». Infatti, secondo il Collegio l' ostensione di una documentazione oscurata e comunque prodotta solo per stralci, costituisce, di fatto, un diniego sostanziale di accesso agli atti, ed appare una diretta violazione dell' articolo 53, comma 6, del Dlgs n. 50/2016.

La decisione Come visto, il Consiglio di Stato ha affermato che, in linea di principio, un' impresa che ha partecipato alla gara abbia diritto di accedere a tutti gli atti che incidono in modo diretto ed immediato del suo interesse all' aggiudicazione; ciò a maggior ragione, come nel caso di specie, qualora la richiesta concerna le dichiarazioni e la documentazione acquisita in sede di verifica degli requisiti di ordine generale, tecnico economico. L' ostensione di una documentazione oscurata e comunque prodotta solo per stralci, costituisce, dunque, un diniego sostanziale di accesso agli atti, ed appare una diretta violazione dell' articolo 53, comma 6, del Dlgs n. 50/2016.

Secondo il Collegio, infatti, nel caso de quo è da considerarsi illegittima l' affermazione di Consip di dover tutelare la privacy del raggruppamento aggiudicatario per proteggere la posizione dello stesso negli altri lotti, perché non è interesse della centrale di committenza affidare appalti a soggetti privi di requisiti di ordine morale generale. In tale direzione i Giudici di secondo grado hanno del pari ritenuto discutibile l' atteggiamento della stazione appaltante di diniego all' accesso ai documenti dell' aggiudicatario di un lotto, con la motivazione che lo stesso soggetto potrebbe eventualmente aver interesse a 'proteggere' la sua posizione sugli altri lotti.

Nel caso di specie il tentativo di Consip di addurre ragioni, del tutto insussistenti, di riservatezza dei dati dell' impresa aggiudicataria in relazione alla sua partecipazione ad altri lotti della medesima gara, è stato ritenuto se non indizio di un comportamento poco trasparente ed imparziale, comunque alquanto ingiustificato ed incomprensibile, anche in considerazione della non ricorrenza di profili afferenti il know how industriale di cui all' articolo 98 del Dlgs 10 febbraio 2005 n. 30 (Codice della proprietà industriale).

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 09/05/2019 – autore ALESSANDRO V. DE SILVA VITOLO


Richiedi un contatto

Compila il form per essere ricontatto da uno dei nostri esperti

Informativa sul trattamento dei dati personali (Regolamento UE 2016/679)
Gentile utente, ti informiamo che i dati personali da te gentilmente forniti nel form elettronico saranno trattati elettronicamente dal titolare del trattamento, Studio Amica società cooperativa, e da nostro personale incaricato al solo scopo di: riscontrare le vs. richieste di informazioni; Tali dati non saranno diffusi né comunicati a terzi e, in ogni caso, il trattamento avverrà con modalità idonee a garantirne la sicurezza e la riservatezza. Subito dopo il riscontro alle vs. richieste saranno immediatamente cancellati. In ogni caso potrai esercitare i diritti previsti dagli artt. 15-22 del Regolamento UE 2016/679 ai recapiti indicati nella nostra privacy policy; Studio Amica assicura che il presente trattamento dei dati personali si svolge nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità dell’interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all’identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali. Per maggiori informazioni sul trattamento dei dati potete consultare la Privacy Policy del sito.

Dichiaro di aver preso visione dell’informativa
Certiquality
ISO 9001:2015
Certificato n. IT 39144
Certiquality
ISO 27001:2017
Certificato n. 20856


Recapiti Telefonici

+(39) 0831 63 50 05
fax +(39) 0831 68 12 15
Indirizzo

Studio Amica
Via Giordano, 56
72025 San Donaci (BR)

Sito internet

info@studioamica.it
info@pec.studioamica.it
www.studioamica.it

Privacy Policy | Cookie Policy