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Sblocca cantieri, limiti ai commissari

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08
MAG 19

Fissare limiti per i poteri dei commissari straordinari che opereranno in deroga al codice appalti.

Recuperare i requisiti per i collaudatori e i direttori dei lavori delle opere affidate a contraente generale. Lo chiedono i tecnici del Senato che hanno analizzato il decreto legge 32/2019 «sblocca cantieri» sul quale lunedì si è svolto un breve ma assai critico ciclo di audizioni (si veda ItaliaOggi di ieri). Il decreto prevede una norma che consente di commissariare grandi e medie opere bloccate, con delibera del governo. L' approvazione dei progetti da parte dei commissari straordinari, d' intesa con i presidenti delle regioni e delle province autonome territorialmente competenti, sostituirà, ad ogni effetto di legge, ogni autorizzazione, parere, visto e nulla-osta occorrenti per l' avvio o la prosecuzione dei lavori, fatta eccezione per quelli relativi alla tutela di beni culturali e paesaggistici.

Dal punto di vista operativo i commissari straordinari acquisiscono le funzioni di stazione appaltante per l' esecuzione degli interventi previsti derogando alle disposizioni del codice dei contratti pubblici fatto salvo il rispetto: delle disposizioni del Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione (dlgs n. 159 del 2011) e dei vincoli inderogabili derivanti dall' appartenenza all' Unione europea. I tecnici dell' Ufficio studi del senato mettono in evidenza come la norma sia nella sostanza analoga a quella contenuta nel decreto legge n. 109/2018 (art. 1, comma 5), emanato dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova.

Inoltre viene rilevato dai tecnici di palazzo Madama che una disciplina simile era contenuta nell' articolo 13 del dl n. 67/1997 «Sblocca cantieri» emanato dal governo Prodi (ministro dei lavori pubblici Paolo Costa). Venti e più anni fa era stato disciplinato il ruolo dei Commissari straordinari e gli interventi sostitutivi, ammettendo che i commissari straordinari potessero muoversi in deroga a ogni disposizione vigente, salvaguardando il rispetto comunque della normativa comunitaria sull' affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture, della normativa in materia di tutela ambientale e paesaggistica, di tutela del patrimonio storico, artistico e monumentale, nonché dei principi generali dell' ordinamento.

Ma con una differenza rispetto alla norma dello «sblocca cantieri» di oggi e cioè che allora era previsto che i provvedimenti emanati in deroga alle leggi vigenti dovessero contenere l' indicazione delle principali norme cui si intendeva derogare ed essere motivati. Un modo per limitare in qualche modo i poteri di quello che di fatto diventerebbe un dominus legibus solutus. Questa considerazione fa dire ai tecnici del senato che «considerata l' ampiezza dei poteri derogatori riconosciuti ai Commissari straordinari, si valuti l' opportunità di prevedere l' obbligo di motivazione delle deroghe in oggetto».

Un altro punto critico viene individuato nella soppressione della disposizione del codice che prevedeva l' albo dei collaudatori e dei direttori lavori delle opere affidate a contraente generale. A tale riguardo i tecnici del Senato rilevano che viene anche soppressa la previsione della fissazione di «criteri, specifici requisiti di moralità, di competenza e di professionalità». Per questa ragione occorrerebbe quindi chiarire «se, per i soggetti chiamati a svolgere il ruolo di collaudatori e direttori di lavori valgano i requisiti previsti in via generale dalle disposizioni del codice ovvero requisiti di tipo specifico per gli appalti aggiudicati con la formula del contraente generale, in considerazione della soppressione anche del comma 4 dell' articolo 196 recata dalla novella».

A cura di Italia Oggi pag.37 del 08/05/2019 – autore ANDREA MASCOLINI


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