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Non sono varianti le proposte migliorative che non stravolgono il progetto a base di gara

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APR 19

Le migliorie sono insite nel meccanismo stesso dell' offerta economicamente più vantaggiosa e sono valutabili se non costituiscono elemento estraneo all' ordinario sviluppo dell' opera per come essa è definita dall' amministrazione nella lex specialis di gara. Lo stabilisce il Tar Campania - Napoli, Sezione I, con la sentenza n. 1690/2019 .

Il caso Il caso giunto all' attenzione del Giudice amministrativo si riferisce ad una gara di lavori per la ristrutturazione di un edificio scolastico e si incentra sui limiti di ammissibilità delle offerte migliorative alla luce dell' articolo 95, comma 14- bis , del Codice dei contratti che nel caso di appalti aggiudicati con il criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa prevede che le «stazioni appaltanti non possono attribuire alcun punteggio per l' offerta di opere aggiuntive rispetto a quanto previsto nel progetto esecutivo a base d' asta».

Ognuna delle parti in giudizio ha contestato l' ammissione della offerta concorrente sul presupposto che sarebbero state proposte varianti e non migliorie. In particolare il ricorrente ha ritenuto inammissibile l' offerta dell' aggiudicataria che proponeva di realizzare «una sala polifunzionale da adibire a palestra a servizio del plesso scolastico, una pensilina a copertura dell' ingresso principale, pavimentazioni differenziate aree esterne». Decidendo la causa il Giudice amministrativo ha rigettato entrambi i ricorsi sul presupposto che nella specie le migliorie proposte in sede di offerta non integrano varianti d' opera non valutabili come proposte migliorative.

La decisione La questione affrontata dalla decisione in esame si incentra, quindi, nel definire la distinzione tra varianti progettuali, non ammesse in assenza dei criteri minimi di cui all' articolo 95, comma 14, del Codice, e migliorie, invece ammesse e insite nel meccanismo stesso dell' offerta economicamente più vantaggiosa.

Il Giudice amministrativo campano a proposito ha chiarito che secondo la giurisprudenza la distinzione si fonda sul grado di interferenza delle modifiche proposte sul progetto posto a base della gara, cosicché le migliorie proposte dalle imprese non si traducono in una diversa ideazione dell' oggetto del contratto, come le varianti, consentendo alle imprese (anche quando il progetto posto a base di gara sia definitivo) di proporre quegli interventi che non «alterino i caratteri essenziali delle prestazioni richieste dalla lex specialis, onde non ledere la par condicio», dovendosi considerare proposte migliorative quelle che «da un lato, non comportano rilevanti modifiche del progetto previsto dal bando, e che, dall' altro, consentono di soddisfare le esigenze dell' amministrazione appaltante in modo flessibile» (cfr. Tar Sicilia, Palermo, ord., Sez. III, 17 maggio 2018, n. 443).

Posta questa distinzione di principio - spiega il Tar Campania - sussiste poi un ampio margine di discrezionalità tecnica negli apprezzamenti della commissione giudicatrice, che rimangono fuori dal sindacato del Giudice amministrativo ai sensi dell' articolo 134 c.p.a., tranne nei casi di manifesta irragionevolezza della scelta tecnica.

Inoltre il Giudice amministrativo ha precisato che con il comma 14 bis aggiunto all' articolo 95 del Codice dei contratti si è inteso evitare che, a fronte di procedure indette sulla base del progetto esecutivo (come di regola avviene ai sensi dell' articolo 59 del 'Codice'), l' aggiudicazione possa essere disposta - come per il passato è spesso avvenuto - premiando elementi di carattere avulso rispetto al proprium della procedura (e, in particolare, l' offerta di opere aggiuntive rispetto a quelle incluse nella progettazione esecutiva)" (si veda Consiglio di Stato, Adunanza commissione speciale 16 marzo 2018 Numero affare 316/2018 - numero 966/2018, spedizione 14 aprile 2018).

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 10/04/2019 – autore GIOVANNI F. NICODEMO


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