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Affidamenti semplificati efficaci solo dopo la verifica sul possesso dei requisiti

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08
APR 19

Anche nei procedimenti di acquisto effettuati tramite il mercato elettronico, l' aggiudicazione diventa efficace solo dopo il riscontro sul possesso dei requisiti generali e speciali richiesti dalla stazione appaltante (comma 7 dell' articolo 32 del codice dei contratti).

È quanto ha chiarito il Tar Lazio , Roma, sezione II, con la sentenza n. 4276/2019. La verifica sul possesso dei requisiti L' importante chiarimento viene fornito sul possesso dei requisiti generali (e speciali eventualmente richiesti dalla stazione appaltante) anche in tema di procedimenti di affidamento semplificati secondo l' articolo 36 del codice dei contratti. La tematica - tra le altre - posta in rilievo era quella dei rapporti tra assegnazione della commessa avvenuta attraverso le dinamiche del mercato elettronico (nel caso di specie il Mepa di Consip) e l' efficacia dell' aggiudicazione che, da codice dei contratti, si verifica solo dopo il controllo sul possesso dei requisiti. Il giudice, nel confermare la necessità anche nel caso di procedure negoziate e/o semplificate - del resto anche secondo quanto già sostenuto dall' Anac con le linee guida n. 4 in tema di acquisizione sottosoglia - puntualizza che in tal senso si è espressa la stessa Adunanza plenaria del Consiglio di Stato (decisione n. 8/2015 che richiama le decisioni n. 10 del 2014, nn. 15 e 20 del 2013; nn. 8 e 27 del 2012; n. 1 del 2010). Secondo questo intervento, «il possesso dei requisiti di ammissione si impone a partire dall' atto di presentazione della domanda di partecipazione e per tutta la durata della procedura di evidenza pubblica» per una ovvia esigenza «di trasparenza e di certezza del diritto, che non collidono col principio del favor partecipationis». In sostanza, la verifica del possesso nel soggetto concorrente - e in particolar modo nei confronti dell' aggiudicatario - «dei requisiti di partecipazione alla gara deve ritenersi immanente all' intero procedimento di evidenza pubblica». Il giudice ha rammentato che la previsione è posta «a garanzia della permanenza della serietà e della volontà dell' impresa di presentare un' offerta credibile e, perciò, della sicurezza, per la stazione appaltante, dell' instaurazione di un rapporto con un soggetto, che, dalla candidatura in sede di gara fino alla stipula del contratto e poi ancora fino all' adempimento dell' obbligazione contrattuale» risulti provvisto di tutti i requisiti di ordine generale e tecnico-economico-professionale necessari per addivenire alla stipula del contrattpo con la Pa. La norma In questo senso, del resto lo stesso articolo 36, comma 6 bis, del codice dei contratti puntualizza che «Nei mercati elettronici () per gli affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro, la verifica sull' assenza dei motivi di esclusione di cui all' articolo 80 è effettuata su un campione significativo in fase di ammissione e di permanenza, dal soggetto responsabile dell' ammissione al mercato elettronico» e che comunque (e quindi in ogni caso) «Resta ferma la verifica sull' aggiudicatario ()». Quindi, anche in caso di approvvigionamento mediante ricorso al mercato elettronico delle pubbliche amministrazioni, «pur essendo la verifica del possesso dei requisiti», effettuata a monte, in capo a tutti i concorrenti, «demandata alla Consip, alla quale è affidato il MEPA, è comunque necessario, per ciascuna stazione appaltante, accertarne il possesso rispetto al soggetto aggiudicatario». Anche nei procedimenti semplificati, pertanto, torva applicazione il comma 7 dell' articolo 32 del codice dei contratti a memoria del quale «L' aggiudicazione diventa efficace dopo la verifica del possesso dei prescritti requisiti».

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 08/04/2019 – autore STEFANO USAI


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