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Legittima la nomina della commissione di gara dopo l'apertura delle offerte tecniche

Legittima la nomina della commissione di gara dopo l'apertura delle offerte tecniche
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APR 19

Nelle gare d' appalto, soprattutto in quelle "telematiche", nulla osta alla nomina della commissione di gara successivamente all' apertura delle offerte tecniche e lo stesso codice dei contratti non riproduce, in tema, le cautele invece presenti nel pregresso regolamento attuativo (DPR 207/2010, art. 119, comma 6). In questo senso si esprime il Tar Valle d' Aosta, con la recente sentenza n. 13/2019

La questione trattata L' azienda sanitaria della regione Valle d' Aosta indiceva una gara telematica per l' assegnazione - secondo il criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa - del servizio di somministrazione di personale a tempo determinato. La commissione di gara, come da censura del ricorrente, veniva nominata solo successivamente all' apertura delle offerte tecniche (evidentemente da una seggio di gara costituito da hoc).
Detto modus operandi, secondo il dogliante, deve ritenersi illegittimo in quanto la commissione avrebbe dovuto essere nominata prima dell' apertura delle buste contenenti l' offerta tecnica () e avrebbe dovuto essa stessa procedere a tale operazione in conformità a quanto stabilito dalle linee guida n. 5 dell' ANAC. Da notare che il ricorrente ha sollevato anche ulteriore censura sulla illegittima composizione del collegio, in particolare per la presenza di un soggetto che si era occupato dell' esecuzione del precedente contratto.
La decisione Sulla questione della pretesa incompatibilità il giudice, pur ossequiando l' orientamento oramai consolidato, chiarisce che le esigenze di trasparenza sottese al disposto di cui al comma 4, art. 50 del codice dei conratti, tendono ad evitare pericolose commistioni tra la fase di predisposizione degli atti di gara e la fase di valutazione delle offerte (cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, 4 febbraio 2019, n. 819). In sostanza, l' incompatibilità risulta posta a presidio dell' imparzialità di giudizio del commissario che viene posto al riparo da possibili condizionamenti che possono derivare dalla sua precedente partecipazione alla formazione degli atti di gara (in primo luogo il bando, il disciplinare e l' eventuale capitolato) non anche, come nel caso di specie, dal fatto che un componente sia stato incaricato della gestione del rapporto con il precedente affidatario.
Anche perché, prosegue la sentenza, la causa di incompatibilità declinata nel codice dei contratti in realtà si riferisce a chi abbia svolto funzioni o incarichi relativamente al contratto del cui affidamento si tratta. Di conseguenza, la stessa non può essere estesa a chi abbia svolto compiti nella gestione di un contratto diverso. Non si può non evidenziare che una simile pronuncia sembra rimettere in "gioco" la questione della partecipazione del RUP in commissione visto che questo è il soggetto che materialmente predispone tutti gli atti di gara.
Per quanto concerne la questione, centrale (e nuova) relativa alla nomina della commissione a "buste aperte", il giudice puntualizza che l' articolo 77 si limita a disporre che la nomina del collegio avvenga dopo la scadenza del termine di presentazione delle offerte ma nulla dispone in ordine al profilo in contestazione (cioè non dispone che la nomina della commissione debba avvenire prima della apertura delle buste). Il codice degli appalti, in particolare, non riproduce le norme del pregresso regolamento attuativo che rimettevano alla commissione il compito dell' apertura in seduta pubblica delle buste contenenti l' offerta.
Quanto, invece, alle linee guida n. 5 dell' ANAC (che disciplinano la nomina ed i compiti della commissione di gara), il giudice rileva come esse non pongano una previsione cogente limitandosi ad affermare che in generale la commissione apre in seduta pubblica i plichi contenenti le offerte tecniche al fine di procedere alla verifica dell' integrità e della presenza di documenti richiesti dal bando di gara, ciò non esclude, quindi, che siano legittime modalità diverse.
Inoltre, si legge in sentenza, il riferimento - contenuto nelle linee guida - ai plichi si riferisce caso di gare svolte in modo tradizionale con la presentazione di offerte in formato cartaceo. Nel caso, come quello in esame, di gare telematiche, prosegue il giudice, analoghe esigenze non si pongono o si pongono in modo molto meno pressante considerato che i documenti di gara vengono caricati su una piattaforma telematica che permette di verificare ex post ogni accesso che vi sia stato alla documentazione. In quest' ottica, pertanto, la nomina della commissione avvenuta anche a plichi delle offerte tecniche aperti non implica alcun vizio della procedura.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 01.04.2019 - autore STEFANO USAI


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