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Enti appaltanti, innovazione Ue

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29
MAR 19

Consultazioni preliminari come strumento di conoscenza del mercato da parte delle stazioni appaltanti, aperte anche a portatori di interessi diffusi, ma con assoluta garanzia di trasparenza e tutela della concorrenza; possibile l' esclusione di chi ha partecipato alle consultazioni se da questa partecipazione ha tratto un indubbio vantaggio competitivo rispetto ad altri concorrenti.

E' quanto previsto dalle linee guida n.14 di cui alla delibera Anac n.161 del 6 marzo 2019 che hanno recepito i contenuti del parere del Consiglio di stato (si veda ItaliaOggi del 22 febbraio 2019, ndr). Il provvedimento (non vincolante) dell' Autorità anticorruzione (Anac) riguarda alcuni importanti profili applicativi dell' innovativo strumento (di derivazione comunitaria) delle consultazioni preliminari di mercato disciplinate dagli articoli 66 e 67 del codice dei contratti pubblici per contratti di appalto o di concessione.
L' utilizzo di questa procedura, che si pone in un momento antecedente la redazione degli atti di gara, è finalizzato alla predisposizione dei documenti di gara, allo svolgimento della procedura, ma anche a fornire informazioni agli operatori circa le procedure programmate e i requisiti relativi alle stesse. L' Anac ha chiarito subito che «non è consentito l' uso delle consultazioni per finalità meramente divulgative»: niente roadshow ma incontri che hanno l' obiettivo di calibrare obiettivi e fabbisogni della stazione appaltante e realizzare economie di mezzi e risorse, anche in relazione all' assetto del mercato, servendosi dell' ausilio di soggetti qualificati». Dal punto di vista temporale, la consultazione si deve collocare in un momento successivo alla programmazione e prima dell' avvio del procedimento per la selezione del contraente, senza sovrapporsi ai procedimenti di progettazione e ai concorsi di progettazione.
L' Anac ha precisato che le consultazioni preliminari di mercato devono essere «tenute distinte dal dialogo competitivo che consiste in una vera e propria procedura di scelta del contraente» e dalle indagini di mercato che sono procedimenti finalizzati a selezionare gli operatori economici da invitare al procedimento di gara; a tale riguardo le consultazioni preliminari non possono costituire condizione di accesso alla successiva gara. Come prevedono gli articoli 66 e 67, una volta pubblicato l' avviso nel profilo di committente, nella sezione amministrazione trasparente la consultazione deve essere gestita secondo principi di trasparenza e deve essere resa nota la finalità che giustifica il ricorso alla consultazione. Possono prendere parte alla consultazione preliminare tutti i soggetti in grado di fornire le informazioni richieste, inclusi i portatori di interessi collettivi e diffusi.
Le stazioni appaltanti dovranno poi «esaminare criticamente i contributi ricevuti» e valutarli «in modo oggettivo e comparativo, in rapporto alle effettive esigenze dell' amministrazione», utilizzando le informazioni «ai fini dell' eventuale procedimento selettivo, nel rispetto dei principi di proporzionalità, trasparenza, concorrenza e non discriminazione». La stazione appaltante dovrà adottare «misure adeguate a garantire che la concorrenza non sia falsata dalla partecipazione del candidato o dell' offerente o di un' impresa ad essi collegata alla consultazione preliminare». Potrà anche essere escluso dalla gara il concorrente che ha partecipato alla consultazione preliminare, ma solo nel caso in cui non vi siano altri mezzi per garantire il rispetto del principio della parità di trattamento e quindi se le misure minime adottate dalla stazione appaltante non siano state in grado di eliminare il vantaggio competitivo derivante dalla partecipazione del concorrente alla consultazione preliminare.

 

A cura di Italia Oggi del 29.03.2019 - autore ANDREA MASCOLINI


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