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Gare, illegittima la suddivisione in lotti se non è «proporzionale» e «ragionevole»

Gare, illegittima la suddivisione in lotti se non è «proporzionale» e «ragionevole»
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14
MAR 19

È illegittima la suddivisione in lotti di una gara effettuata in violazione dei criteri di proporzionalità e di ragionevolezza.

Detti principi non risultano, infatti, rispettati nel caso in cui l' appalto è suddiviso in un basso numero di lotti dal rilevante importo economico, strutturati su una notevole estensione territoriale e caratterizzati dalla concreta articolazione sotto il profilo negoziale e produttivo. Tanto è stato stabilito dalla terza sezione del Consiglio di Stato con la sentenza n. 1350/2019 .

Per il Supremo consesso amministrativo, infatti, la suddivisione in lotti è finalizzata ad assicurare la tutela della concorrenza e della non discriminazione tra i contendenti, finalità di eminente interesse pubblico che attengono all' ordinato ed equilibrato sviluppo economico della società. Pertanto, la suddivisione in lotti che violi la libera concorrenza in senso oggettivo (come astratta possibilità di contendersi il mercato in posizione di parità) e in senso soggettivo (per la creazione di una posizione di ingiustificato favore di un concorrente rispetto agli altri) è illegittima e, come qualsiasi scelta dove la Pubblica amministrazione ha un apprezzabile margine di valutazione, può essere sindacata in sede giurisdizionale nei limiti rappresentati dai canoni della ragionevolezza e della proporzionalità, oltre che dell' adeguatezza dell' istruttoria.

Il fatto Con un giudizio incardinato prima innanzi al Tar veneto e, successivamente, innanzi al Consiglio di Stato, è stata contestata - tra le altre cose - l' errata suddivisione in lotti operata da una Centrale di committenza per l' aggiudicazione di una gara avente ad oggetto l' affidamento del servizio di ristorazione in favore delle Aziende sanitarie locali. Più nel dettaglio, è stata criticata la non corretta applicazione della norma contenuta nell' articolo 51 del Dlgs 50 del 2016. Ad avviso dei ricorrenti, infatti, la stazione appaltante avrebbe operato la suddivisione in lotti in modo tale da chiudere il mercato di riferimento per un lungo periodo temporale pari a circa 7 anni, tempo della durata del contratto da aggiudicare.

L' iter logico argomentativo seguito dal Giudice amministrativo Il Consiglio di stato, chiamato a dirimere l' indicata controversia, anzitutto precisa che in ossequio ai principi sanciti dalle norme di recepimento del diritto comunitario in materia di suddivisione dei lotti, le Amministrazioni aggiudicatrici devono garantire una maggiore articolazione dei lotti e limitare il numero dei lotti che possono essere aggiudicati a uno stesso offerente.

La tendenziale preferenza dell' ordinamento per una ragionevole divisione in lotti è fondata non solo sulla notoria esigenza di favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese ex articolo 51 del Dlgs n. 50/2016, ma anche, e soprattutto, nella esigenza di assicurare realmente la libera concorrenza e la massima partecipazione non solo al momento dell' effettuazione della gara ma anche in relazione a tutto il periodo successivo di svolgimento del rapporto. In quest' ottica l' indicazione di un limite alla aggiudicazione di tutti i lotti ad un unico offerente è una facoltà discrezionale il cui mancato esercizio non è - da solo e di per sé - sintomo di illegittimità.

Tuttavia, la tutela della concorrenza impone una ragionevole e proporzionata determinazione dell' oggetto e della tipologia delle prestazioni, dell' importo dei lotti, della loro allocazione territoriale, della durata, delle imposizioni di clausole o di condizioni particolari che, in ogni caso, non devono finire di fatto per favorire una impresa rispetto ad un' altra. Alla luce dell' articolato ragionamento il Consiglio di Stato conclude nel senso di ritenere illegittimo l' operato della stazione appaltante che nello strutturare la gara ha osservato in maniera formale l' obbligo normativo della suddivisione in lotti senza però osservare i criteri di proporzionalità e ragionevolezza.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 14/03/2019 – autore ANTONIO NICODEMO


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