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Individuazione e gestione dei conflitti di interesse nelle procedure di affidamento di contratti pubblici: il Parere del Consiglio di Stato

Individuazione e gestione dei conflitti di interesse nelle procedure di affidamento di contratti pubblici: il Parere del Consiglio di Stato
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06
MAR 19

Pur non essendo un provvedimento di natura vincolante, continua la consuetudine dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) di inviare le linee guida per il parere del Consiglio di Stato.

È il caso dello Schema di Linee guida aventi ad oggetto "Individuazione e gestione dei conflitti di interesse nelle procedure di affidamento di contratti pubblici" che ha ricevuto il Parere del Consiglio di Stato 5 marzo 2019, n. 667 che su richiesta dell'ANAC ha fornito diverse indicazioni sulla modifica delle stesse.

La Sezione Consultiva per gli Atti Normativi del Consiglio di Stato ha rilevato in premessa che l’obbiettivo delle Linee Guida dovrebbe essere non la indicazione di misure finalizzate a combattere la corruzione ma solo ad individuare esattamente i casi di conflitto di interessi e fornire indirizzi per la loro gestione.

Entrando nel dettaglio, Palazzo Spada fornisce una disamina paragrafo per paragrafo delle linee guida esprimendo un parere condizionato alla modifica puntuale di alcuni. Tra questi, il Consiglio di Stato ha rilevato che lo schema di Linee guida in esame si pone l’obiettivo di "agevolare le stazioni appaltanti nell’attività di individuazione, prevenzione e risoluzione dei conflitti di interesse nelle procedure di gara favorendo la standardizzazione dei comportamenti e la diffusione delle buone pratiche; favorire la regolarità delle procedure di gara; garantire imparzialità, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa; garantire i soggetti coinvolti nelle procedure dal rischio dell’assunzione di responsabilità; prevedere misure che evitino l’introduzione di oneri eccessivi per le s.a. e i soggetti chiamati a operare nelle procedure di affidamento di contratti pubblici". Poiché tali Linee guida hanno un impatto limitato ai funzionari pubblici, non incidono direttamente su cittadini e imprese e comportano obblighi conformativi ridotti in ragione della previsione di meccanismi di semplificazione e standardizzazione delle dichiarazioni sostitutive mediante utilizzazione di modelli prestampati, l’Autorità ritiene che sussistano i presupposti per l’esclusione dell’analisi di impatto della regolazione, previsti dal «Regolamento per la definizione della disciplina della partecipazione ai procedimenti di regolazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e di una metodologia di acquisizione e analisi quali-quantitativa dei dati rilevanti ai fini dell’analisi di impatto della regolazione (AIR) e della verifica dell’impatto della regolazione (VIR)» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 155 del 6 luglio 2018.

Scelta (come in altri casi) non condivisa dalla sezione del Consiglio di Stato e motivata dal fatto che l’articolo 8 del citato Regolamento stabilisce che vanno sottoposto all’AIR gli atti regolatori riguardanti questioni particolarmente rilevanti per il mercato o producono effetti su un numero elevato di destinatari, sicché, per il futuro, è necessario assoggettare all’AIR atti del genere.

A cura di LavoriPubblici.it del 06/03/2019 

 


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