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Gare, clausole sociali negli atti

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01
MAR 19

La clausola sociale (sulla stabilità del personale nel contratto di appalto) è esclusa per gli appalti di servizi di natura intellettuale e per il personale utilizzato dall' impresa subappaltatrice del contratto cessato; la clausola sociale deve essere inserita nella documentazione di gara, deve essere accettata espressamente e inserita nel contratto d' appalto.

Sono questi alcuni dei punti di maggiore rilievo contenuti nelle linee guida n.14 emesse dall' Autorità anticorruzione (Anac) con la deliberazione del 13/2/2019 n.114.

Le linee guida riguardano la disciplina dettata dall' articolo 50 del Codice dei contratti pubblici che prevede che le stazioni appaltanti inseriscano, negli atti di gara, specifiche clausole per promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato; in realtà poi altre clausole sociali sono ammesse in ossequio all' articolo 3, comma 1 lettera qqq) del codice appalti. La linea guida ha chiarito innanzitutto che dall' ambito di applicazione oggettivo (appalti di lavori e servizi) sono esclusi i servizi di natura intellettuale «che richiedono lo svolgimento di prestazioni professionali, svolte in via eminentemente personale, come ad esempio il brokeraggio assicurativo e la consulenza».

Questo accade, ha detto l' Anac nei casi in cui, anche eventualmente in parallelo all' effettuazione di attività materiali, il fornitore elabora soluzioni, proposte, pareri che richiedono una specifica e qualificata competenza professionale, prevalente nel contesto della prestazione erogata rispetto alle attività materiali e all' organizzazione di mezzi e risorse». E ha chiarito quindi che non è sufficiente a qualificare un servizio come «intellettuale» la sola presenza di un obbligo di iscrizione ad un albo professionale.

La linea guida ha chiarito che la disciplina si applica anche ai settori speciali; inoltre, la clausola sociale, ha detto l' Anac, non può essere applicata al personale utilizzato, nel contratto cessato, da parte delle imprese subappaltatrici. Dal punto di vista procedurale la clausola sociale, inserita nella documentazione di gara, deve essere accettata dall' operatore economico e inserita nel contratto; il contratto però deve essere assimilabile a quello in essere e l' applicazione della clausola «non deve determinare un indiscriminato e generalizzato dovere di assorbimento» perché «l' obbligo deve essere armonizzato con l' organizzazione aziendale prescelta dal nuovo affidatario. Il riassorbimento del personale è imponibile nella misura e nei limiti in cui sia compatibile con il fabbisogno richiesto dall' esecuzione del nuovo contratto e con la pianificazione e l' organizzazione definita dal nuovo assuntore».

Per parte sua la stazione appaltante deve prevedere che il concorrente alleghi all' offerta un progetto di assorbimento che deve indicare concrete modalità di applicazione della clausola sociale, con particolare riferimento al numero dei lavoratori che beneficeranno della stessa e alla relativa proposta contrattuale e deve indicare, fra gli altri, i dati relativi al personale utilizzato nel contratto in corso di esecuzione, quali: numero di unità, monte ore, Ccnl applicato dall' attuale appaltatore, qualifica, livelli retributivi, scatti di anzianità, sede di lavoro. L' Anac ha chiarito che la mancata accettazione della clausola sociale costituisce manifestazione della volontà di proporre un' offerta condizionata, come tale inammissibile. Non è invece legittima l' esclusione se l' operatore economico manifesti il proposito di applicarla nei limiti di compatibilità con la propria organizzazione d' impresa.

A cura di Italia Oggi pag.38 del 01/03/2019 – autore ANDREA MASCOLINI


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