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Comunicazioni light e regole omogenee, la proposta Anac sulle varianti ai contratti in corso

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FEB 19

Con l' obiettivo di semplificare e razionalizzare le norme sulle comunicazioni obbligatorie all' Anac delle modifiche contrattuali in corso d' esecuzione e sul relativo sistema sanzionatorio, l' Autorità nazionale anticorruzione ha inviato un atto di segnalazione a Governo e Parlamento ( 13 febbraio n. 4/2019 ) formulando proposte di modifica ai commi 8 e 14, articolo 106, del Codice dei contratti. Come ora scritte, secondo l' Anac, le norme sono disomogenee e in parte ambigue, prevedono adempimenti inadeguati e sproporzionati a carico delle stazioni appaltanti e, in definitiva, non soddisfano le esigenze di trasparenza, pubblicità e controllo ricercate.

Proprio da queste parte l' Anac nelle considerazioni proproste agli organi legislativi. Trasparenza L' Autorità rileva come gli obblighi di comunicazione e successiva pubblicazione sulla sezione del sito amministrazione trasparente dell' Anac previsti per le modifiche relative ai lavori, servizi e forniture supplementari e per quelle consentite entro i limiti fissati dal comma 2dell' articolo 106, comprese quelle dovute a errori progettuali, non sono previsti per le varianti in corso d' opera vere e proprie, cioé quelle capaci di incidere maggiormente sulla lievitazione dei costi del contratto. La proposta conseguente è di estendere a tutte le modifiche il regime più stringente. L' indicazione della sezione amministrazione trasparente del sito istituzionale dell' Anac, inoltre, per l' Autorità è «fuorviante» perché le comunicazioni da pubblicare afferiscono ad amministrazioni esterne da sé. Comunicazione L' atto di segnalazione rileva che molte delle informazioni previste dall' articolo 106 del Codice sono già in possesso dell' Osservatori dei contratti pubblici, il cui ambito di attività e relative modaltà di funzionamento sono definiti dall' Anac. La sovrapposizione di obblighi informativi è inevitabile, ma potrebbe esserlo dando all' Autorità il potere di gestire l' attività di vigilanza sulle varianti chiedendo solo la trasmissione dei dati necessari a elaborare determinati indici di anomalia. Grazie alle possibilità offerte dalla digitalizzazione dei processi amministrativi il sistema diverrebbe più snello ed efficiente, eliminando la documentazione cartacea. Quanto necessario ad accertare la legittimità delle varianti, in ogni caso, potrebbe essere sempre richiesto in caso di avvio di controlli conseguenti a un warning lanciato dagli indici di anomalia. Il regime delle sanzioni L' autorità, infine, rileva l' ingiustizia del regime sanzionatorio, che per il medesimo comportamento inadempiente (ritardata o mancata comunicazione) prevede diverse ammende nel caso abbia a oggetto modifiche descritte alla lettera b), comma 1, dell' articolo 106, de minimis ed errori progettuali oppure si tratti di varianti propriamente dette. Qui l' Anac propone di portare tutti i casi sotto il cappello dell' articolo 213, comma 13, del Dlgs 50/2016.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 21/02/2019 – autore ALESSANDRO VITIELLO


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