Logo - Tutto Gare
Studio Amica Tutto Gare Software per la gestione interamente telematica delle gare d'appalto


Codice appalti, alla riforma serve un metodo

Codice appalti, alla riforma serve un metodo
Logo - Tutto Gare
Logo - Tutto Gare
08
GEN 19

Il Codice dei contratti pubblici non ha bisogno solo di ritocchi su quelle parti che hanno rivelato aspetti critici.

Sembra necessaria una revisione, se non un ripensamento, che porti a norme più chiare, comprensibili e da poter utilizzare con maggior sicurezza. Non è un obiettivo facile, anche perché le norme del Codice dei contratti pubblici si sono ampliate, stratificate, sia per una naturale tendenza verso una legislazione di dettaglio, sia perché (essendo stato eliminato il Regolamento di esecuzione) molte norme regolamentari sono state inserite, talvolta a forza, nel Codice. Il risultato è quello di una legge «obesa» e di non facile lettura.
Necessità di una semplificazione Il problema è individuare un metodo che consenta maggiore chiarezza, semplicità e operatività di queste norme, superando i timori di molti dirigenti - locali e centrali - che hanno esplicitamente dichiarato di non voler firmare gli atti, temendo responsabilità erariali. La ricerca del metodo è il punto di partenza necessario per rivedere il codice. Non si può oggi utilizzare il metodo di semplificazione utilizzato da Giustiniano nel lontano quinto secolo dopo Cristo, perché non conoscendo le opere che furono allora sintetizzate ci manca il necessario termine di paragone. Anche i metodi del Pothier e e del Domat (attenti studiosi del 1600 -1700, che hanno elaborato il materiale poi utilizzato per il Codice civile di Napoleone) sono utilizzabili soltanto parzialmente. Più importante appare il metodo del Portalis (uno studioso individuato da Napoleone) che si era occupato della parte iniziale del Codice, cioè del titolo preliminare di allora. Egli si ispirò ad alcune regole contenute nell' ultimo libro del Digesto (De diversis regulis iuris antiqui) e ha sintetizzato in pochi articoli quelli che oggi potremmo definire i «princìpi», le norme rilevanti e specialmente norme «verdi», cioè valide e attuali. Questo appare, anche per i nostri tempi, un metodo esatto, e un' innovazione destinata a durare nel tempo. La conferma è data dal fatto che questo metodo è stato ripreso - anche se con termini diversi - nel codice civile austriaco del 1811, nelle disposizioni preliminari per la pubblicazione, interpretazione e applicazione della legge nel codice civile del Regno d' Italia del 1865. Disposizioni preliminari che sono state poi recepite, quasi testualmente, nelle disposizioni preliminari del codice civile del 1942.
Un' obiezione scherzosa e la sintesi dei 220 articoli del Codice dei contratti in 40 - 50 norme di principio Si potrebbe osservare, come celia, che il metodo qui proposto è simile a quello elaborato nel 1800 dal chimico Professor Justus von Liebig che aveva studiato e realizzato gli «estratti di carne», che avevano una grande importanza per l' alimentazione degli eserciti, e che utilizziamo - pur se in forma diversa - ancora oggi. Sono evidenti le diverse finalità e i mezzi utilizzati, ma il metodo della sintesi è simile. Infatti, l' obiettivo della semplificazione e della sintesi si svolge necessariamente, anche per finalità di conoscenza, chiarezza, comprensione, partendo da un numero ampio di norme dettagliate ad un numero ridotto di norme di princìpio, essenziali, basilari. Tali norme di principio, come le attuali «Disposizioni sulla legge in generale» che precedono il codice civile, devono essere sintetiche, chiare, lapidarie, simili (faccio ancora riferimento alle norme antiche) alle norme contenute nell' ultimo libro del Digesto. La necessità del regolamento di esecuzione Dalla semplificazione e dalla riduzione delle norme del Codice dei contratti pubblici a poche e sintetiche regole di principio deriva la necessità della reviviscenza del Regolamento, che deve però essere di esecuzione ( e non di attuazione e di integrazione). Le norme dettagliate di esecuzione a queste norme di princìpi sono necessarie, e sono molto utili, se la loro formulazione prevede delle ipotesi e delle soluzioni che possono aiutare gli operatori del diritto e anche i giudici.
La nuova formulazione delle linee guida Le linee guida, nonostante le finalità positive, non hanno prodotto i risultati previsti, e dovrebbero essere modificate nel contenuto e nella forma. Esse dovrebbero dare delle risposte ai numerosi quesiti che la materia solleva, in modo da chiarire agli operatori i punti che non trovano soluzione nel Regolamento. Una nuova formulazione delle linee guida, in forma semplificata di domande e risposte, potrebbe avere una maggiore utilità di quelle attuali, che sono scritte in termini discorsivi, con attenti approfodimenti, ma che sollevano a loro volta altri interrogativi. Considerazioni finali In conclusione, è necessario che si proceda a una revisione e a un ripensamento dell' impianto del codice dei contratti pubblici. È cioè indispensabile svolgere delle riflessioni su alcune precedenti scelte, che - anche se sono state proposte con finalità degne di approvazione - hanno determinato conseguenze negative. A conferma, possiamo dire dell' improvvida legge sulla «liquidazione» degli «usi civici» che avrebbero dovuto essere eliminati sin dal 1927. Questa liquidazione, però, è avvenuta parzialmente e in modo confuso, anche quando allo Stato sono subentrate le Regioni. Attualmente, dopo un ripensamento, si è tornati alla precedente e più meditata impostazione della legge sui beni e domini collettivi (legge 20 novembre 2017 n. 168), e gli usi civici sono stati fatti rivivere, adattandoli alle esigenze attuali. Un problema simile si pone per la revisione del Dlgs 50/2016 sui contratti pubblici.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) - autore VITTORIO ITALIA


Richiedi un contatto

Compila il form per essere ricontatto da uno dei nostri esperti

Informativa sul trattamento dei dati personali (Regolamento UE 2016/679)
Gentile utente, ti informiamo che i dati personali da te gentilmente forniti nel form elettronico saranno trattati elettronicamente dal titolare del trattamento, Studio Amica società cooperativa, e da nostro personale incaricato al solo scopo di: riscontrare le vs. richieste di informazioni; Tali dati non saranno diffusi né comunicati a terzi e, in ogni caso, il trattamento avverrà con modalità idonee a garantirne la sicurezza e la riservatezza. Subito dopo il riscontro alle vs. richieste saranno immediatamente cancellati. In ogni caso potrai esercitare i diritti previsti dagli artt. 15-22 del Regolamento UE 2016/679 ai recapiti indicati nella nostra privacy policy; Studio Amica assicura che il presente trattamento dei dati personali si svolge nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità dell’interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all’identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali. Per maggiori informazioni sul trattamento dei dati potete consultare la Privacy Policy del sito.

Dichiaro di aver preso visione dell’informativa
Certiquality
ISO 9001:2015
Certificato n. IT 39144
Certiquality
ISO 27001:2017
Certificato n. 20856


Recapiti Telefonici

+(39) 0831 63 50 05
fax +(39) 0831 68 12 15
Indirizzo

Studio Amica
Via Giordano, 56
72025 San Donaci (BR)

Sito internet

info@studioamica.it
info@pec.studioamica.it
www.studioamica.it

Privacy Policy | Cookie Policy