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Legittimo l'annullamento della gara anche dopo la stipula del contratto se la decisione è tempestiva

Legittimo l'annullamento della gara anche dopo la stipula del contratto se la decisione è tempestiva
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04
GEN 19

È legittimo il provvedimento che annulla la gara, anche se è successivo alla stipula del contratto, quando è motivato dalla mancata pubblicazione del bando e dal risparmio di risorse finanziarie per reinternalizzazione del servizio appaltato. Questo è il principio espresso dalla sentenza n. 12485/2018 del Tar Lazio.

La vicenda Un istituto tecnico ha bandito una gara per il servizio di gestione informatica addivenendo anche alla stipula del contratto. In sede di verifica degli atti compiuti, è emerso che il bando di gara non era stato pubblicato tempestivamente prima dell' espletamento del procedimento, ma addirittura in un momento successivo alla conclusione della gara. Accertato ciò, il responsabile della procedura ha adottato un provvedimento di annullamento della gara dichiarando l' inefficacia dello stesso contratto già stipulato. Contro questo provvedimento si è opposto l' aggiudicatario che, oltre al rispetto del contratto, paventando l' illegittimità dell' azione compiuta dalla stazione appaltante, ha chiesto in subordine il ristoro delle prestazioni già eseguite e il risarcimento dei danni (richieste, queste ultime, ritenute inammissibili in quanto di competenza del giudice ordinario).
La decisione Secondo il giudice, il modus operandi della stazione appaltante non può essere considerato scorretto visto che l' annullamento della gara è intervenuto a breve distanza dalla stipula del contratto e, soprattutto, per l' adeguatezza del provvedimento adottato. Il giudice rammenta l' insegnamento dell' orientamento giurisprudenziale consolidato secondo il quale «il presupposto per un legittimo esercizio del potere di annullamento di ufficio non può» sostanziarsi nel solo «mero ripristino della legalità, occorrendo dar conto della sussistenza di un interesse pubblico attuale e concreto alla rimozione dell' atto».
La stazione appaltante, tra le motivazioni, oltre al vizio della mancata pubblicazione, ha evidenziato l' esigenza di assicurare un risparmio di risorse pubbliche attraverso una reinternalizzazione del servizio originariamente appaltato. Motivazioni che il Tar ha ritenuto degne di considerazione. Infatti, prosegue la sentenza, la decisione di annullare un provvedimento implica sempre «una comparazione» tra l' interesse pubblico «e l' entità del sacrificio imposto all' interesse privato» considerando la circostanza che l' intensità di quest' ultimo risulta proporzionale al tempo trascorso. «L' intensità della motivazione, pertanto, dipende anche dal legittimo affidamento, maturato dall' interessato alla conservazione del bene della vita (Tar Campobasso, n. 219/2012; Tar Puglia, Lecce, n. 863/2012)». Tuttavia, l' annullamento d' ufficio, «che intervenga entro breve tempo () quando le situazioni giuridiche coinvolte non si siano consolidate, è soggetto a un obbligo di motivazione attenuato (Tar Sardegna, n.437/2012)».
Il provvedimento di secondo grado, di annullamento, pertanto si contraddistingue per l' alto contenuto discrezionale «con il quale l' amministrazione persegue la tutela dell' interesse pubblico nella sua dinamicità temporale, senza poter prescindere dalla comparazione del medesimo con gli interessi privati coinvolti, ancorando a presupposti oggettivi e a una rigorosa motivazione la decisione di cambiare idea rispetto a una decisione già presa». Nella motivazione, la stazione appaltante, ha ben evidenziato le peculiarità della situazione caratterizzata da un consistente vizio costituito dalla mancata pubblicazione del bando di gara. Inoltre, trattandosi «di un contratto di durata» non sono emerse circostanze in relazione alle quali potesse ritenersi «sussistente un prevalente interesse privato da tutelare». Rilevante, infine, è che la scelta dell' amministrazione è stata anche «fondata sull' esigenza di ottenere un risparmio di spesa e sull' argomentazione di gestione autonoma del medesimo servizio» rinunciando all' esternalizzazione.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 04/01/2018 - autore STEFANO USAI


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