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Servizi legali, l'appalto di servizi è subordinato alla verifica del carico di lavoro degli avvocati interni

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GEN 19

L' affidamento dell' incarico legale della Pa deve avvenire nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, trasparenza, imparzialità, parità di trattamento, proporzionalità, pubblicità.

Ciò conferma l' impossibilità di considerare la scelta dell' avvocato esterno come di carattere fiduciario. Questo l' orientamento adottato con la deliberazione 144/2018 , dalla Corte dei conti per l' Emilia Romagna che ha sollecitato l' organo di revisione dell' Unione dei Comuni della Romagna forlivese a controlli finalizzati al rispetto formale e sostanziale della normativa ( si veda anche il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 19 dicembre). La Corte ha inoltre trasmesso la deliberazione alla Procura per i profili di danno erariale con riguardo a: mancanza di accertamento sulla necessità di reperire professionalità esterne, mancanza di effettiva procedura comparativa, compensi elevati. La ricostruzione La disciplina sull' affidamento di servizi legali è stata rivista dal Codice dei contratti pubblici. In materia inoltre, il 24 ottobre 2018 sono state approvate dall' Anac le linee guida . A decorrere dall' entrata in vigore del Codice, l' ente deve operare una ricognizione interna per verificare l' impossibilità a incaricare personale interno. La Pa ha il dovere di accertare l' inaffidabilità dell' incarico a quelle professionalità anche in ragione di un carico di lavoro documentato. In merito nel 2017 il Tar Sicilia, nel giudicare l' affidamento di un appalto di servizi legali, ha evidenziato che vanno assicurate condizioni di parità e uguaglianza, per permettere la massima partecipazione alla selezione. Elenchi L' Anac ha qualificato tra le migliori pratiche, la predisposizione di elenchi di operatori a seguito di una procedura trasparente, aperta, oggetto di pubblicità. Questi elenchi vanno articolati per competenze e non devono prevedere un numero massimo d' iscritti. L' affidamento dell' incarico legale al di fuori degli stessi non può essere giustificato se non sia comprovata assenza di professionisti idonei. Affidamento diretto Se vi sono ragioni d' urgenza, effettive, motivate, non dovute a inerzia dell' ente, che non consentano l' espletamento di procedura comparativa, le Pa possono procedere all' affidamento diretto tuttavia sulla base del criterio di rotazione. Altro caso in cui la Pa può procedere ad affidamento diretto è quello in cui vi sia consequenzialità tra incarichi, come nel caso di più gradi di giudizio, positivamente conclusi. Appalto di servizi Residuale è la possibilità di ricorrere all' appalto di servizi, per l' esigenza di affidare il contenzioso in modo continuativo o periodico. Le piccole Pa, sprovviste di ufficio legale, in ragione del limitato numero di contenziosi ed eterogeneità di materie, possono ricorrere ad affidamenti d' incarichi a legali scelti tra quelli in lista. Per i grandi enti, provvisti di ufficio legale, la possibilità di ricorrere all' appalto di servizi è subordinata alla verifica del carico di lavoro degli avvocati interni. Per economicità ed efficienza, l' ente deve dunque provvedere al potenziamento dell' ufficio legale. Consulenze legali È altresì possibile affidare un incarico esterno, per studio, ricerca o consulenza legale non collegata a una lite. Si applicano gli ordinari presupposti di legittimità degli incarichi professionali esterni. In merito, il Dlgs 33/2013 ha stabilito che i dati degli atti di conferimento devono essere pubblicati entro 3 mesi dall' attribuzione dell' incarico e per 3 anni successivi alla cessazione dello stesso.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 03/01/2019 - autore PIETRO ALESSIO PALUMBO


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