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Bandi pubblici, nel 2018 gli affidamenti diretti si fermano al 3%

Bandi pubblici, nel 2018 gli affidamenti diretti si fermano al 3%
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GEN 19

Nel 2018 gli affidamenti diretti nelle gare pubbliche si sono fermati al 3% dei bandi, mentre le procedure ristrette hanno raggiunto il 5%. Di contro, si è avuto un diffuso ricorso alle procedure negoziate (pari al 51% del totale) e a quelle aperte, che hanno superato il 40%.

Questi i numeri riportati dall' Osservatorio nazionale sui servizi di architettura e ingegneria (Onsai) del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc). I dati, relativi ai 380 bandi analizzati nel corso del 2018, «rilevano un netto miglioramento rispetto alle criticità rilevate nel 2017», si legge nella nota diffusa dal Coniglio nazionale. «Il miglioramento», secondo il vicepresidente del Cnappc e coordinatore Onsai Rino La Mendola, «è da attribuire soprattutto alle novità introdotte dal cosiddetto dereto correttivo del codice degli appalti (dlgs 56/2017). In particolare, l' Osservatorio ha potuto constatare una serie di miglioramenti sulla base della checklist sviluppata dallo stesso Onsai, che si poneva come obiettivo quello di offrire un supporto alle stazioni appaltanti per una corretta definizione dei bandi di gara. Ad esempio, il mancato calcolo dei corrispettivi da porre a base di gara, in adempimento al cosiddetto decreto parametri segna un -21% rispetto ai dati raccolti lo scorso anno, anche se la percentuale dei calcoli errati è ancora molto alta (38%); a seguire, la mancata motivazione per avere utilizzato il requisito del fatturato segna un -28%; mentre il mancato rispetto del divieto di far versare la cauzione provvisoria ai professionisti che partecipano ad una gara di progettazione, non fa registrare neanche un caso rispetto al 9% dello scorso anno. Gli unici aumenti percentuali riguardano la mancata motivazione per il ricorso al criterio del minor prezzo (+6%) e l' errata richiesta dei servizi di punta (+1%). «Per tutti i rimanenti 23 punti della check-list dell' Osservatorio, si registra invece una riduzione percentuale delle criticità rilevate», secondo quanto riportato dal Cnappc. Oltre a numeri soddisfacenti, il 2018 ha portato altre novità positive per i professionisti tecnici, come il decreto della regione siciliana che ha dotato le stazioni appaltanti operanti nell' isola dei bandi tipo per i concorsi di progettazione «puntando sulla centralità del progetto, sullo snellimento e sulla trasparenza delle procedure (si veda ItaliaOggi del 19 dicembre 2018). «Il nostro auspicio è che nel prossimo anno», conclude La Mendola, «anche altre regioni si dotino di bandi che fissino regole certe per affidare servizi di architettura e ingegneria a liberi professionisti, promuovendo la libera concorrenza e l' apertura del mercato».

 

A cura di ItaliaOggi del 02/01/2019 pag. 33 - autore MICHELE DAMIANI


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