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Asmel: il Codice appalti andrebbe abrogato

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DEC 18

Il Codice appalti? Andrebbe totalmente abrogato, altro che riformato.

È questa la (provocatoria) proposta emersa nel corso del recente Forum dell' Asmel, l' Associazione per la sussidiarietà e la modernizzazione degli enti locali che raggruppa oltre 2.600 comuni in Italia. Secondo Asmel, il dlgs 50/2016 sarebbe viziato da un difetto di fondo, ossia l' essere andato oltre le prescrizioni delle direttive europee, così tradendo il divieto di «gold plating», da intendersi come il divieto di introdurre norme più restrittive rispetto alle norme Ue. Cosa che invece il Codice appalti avrebbe fatto, diventando presto un ostacolo agli investimenti pubblici e alla crescita e l' esatto contrario dello strumento di semplificazione che avrebbe dovuto essere. «Ad oggi, sono stati approvati solo 28 decreti attuativi, dei 66 attesi, e già il numero delle parole contenute è pari al 143% di quelle del vecchio codice con annesso Regolamento attuativo. Quando e se l' opera sarà completata, la percentuale supererà il 250%», ha osservato Francesco Pinto, segretario generale Asmel. «Tanto vale», ha proseguito Pinto, «abrogarlo completamente e subito. Basterebbe ripristinare il Regolamento precedente, che diventerebbe, con pochi adattamenti, lo strumento attuativo delle direttive europee. Evitando traumi o ritardi da cambiamento, perché il vecchio Regolamento è per tutti gli addetti ai lavori uno strumento sperimentato da anni». Secondo l' Asmel sarebbero proprio le norme anti-corruzione le prescrizioni maggiormente confliggenti con il divieto di gold plating. «Il nuovo Codice degli appalti non poteva nascere sotto peggiori auspici», ha concluso il segretario Asmel, «ma va detto che la legge delega fu approvata a stragrande maggioranza e salutata da tutti, nessuno escluso, come una svolta epocale all' insegna di semplificazione, efficienza e contrasto alla corruzione. Oggi tutti, nessuno escluso, si sbracciano per sostenere la necessità di incisive modifiche sempre annunciate e mai varate. Asmel propone perciò di rispolverare la proposta che aveva presentato in sede di audizione presso la Commissione lavori pubblici del senato a marzo 2015, consistente appunto nell' applicazione della formula «copy out», ossia nella trasposizione nell' ordinamento italiano delle norme delle direttive europee, esattamente come sono. «La proposta», secondo Pinto, «ha il pregio di essere immediatamente operativa. Si tratta di un provvedimento con tutti i requisiti del decreto legge, vista l' urgenza di snellire le procedure di spesa per far decollare gli investimenti pubblici. Un decreto con pochi articoli: l' abrogazione del nuovo Codice, il recepimento delle direttive con il copy out ed il ripristino del vecchio Regolamento, con i necessari adeguamenti al nuovo contesto. Il nuovo Codice sarebbe così caratterizzato dalla massima chiarezza e semplicità».

 

A cura di Italia Oggi del 12/12/2018 pag. 38


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