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Amministrazione Obbligo di gare informatizzate, la deroga dell'Anac per somme sotto i mille euro non copre l'in house

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NOV 18

A decorrere dallo scorso 18 ottobre, come noto, per effetto del comma 2 dell' articolo 40 del codice dei contratti pubblici è scattato l' obbligo di uso dei mezzi di comunicazione elettronici nello svolgimento di procedure di aggiudicazione.

Le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell' ambito delle procedure del codice dei contratti pubblici svolte dalle stazioni appaltanti vanno quindi eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici Già all' indomani dell' entrata in vigore dell' obbligo sono sorti diversi dubbi. Il quadro normativo In particolare, sono state poste all' Anac richieste volte a capire se nell' ambito delle procedure soggette all' obbligo rientrano anche gli affidamenti di importo inferiore a 1.000 euro. Infatti, secondo l' articolo 1, comma 450 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007), le amministrazioni elencate, vale a dire le amministrazioni statali centrali e periferiche, a esclusione degli istituti e delle scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni universitarie, gli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale pubblici, le agenzie fiscali di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999 n. 300, nonché le altre amministrazioni pubbliche di cui all' articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 e le autorità indipendenti, sono tenute a fare ricorso al mercato elettronico «per gli acquisti di beni e servizi di importo di importo pari o superiore a 1.000 euro». Diverse amministrazioni si sono quindi rivolte all' Anac per avere chiarimenti in ordine all' applicazione di questa norma rispetto all' obbligo introdotto dallo scorso 18 ottobre. Le indicazioni dell' Anac L' Autorità, con comunicato del Presidente 30 ottobre 2018 , ha reso le proprie indicazioni, affermando che per gli acquisti infra 1.000 euro, permane la deroga prevista dalla legge finanziaria e, quindi, la possibilità di procedere senza l' acquisizione di comunicazioni telematiche, non essendo stato abrogato dal codice dei contratti pubblici il comma 450 dell' articolo 1 della legge 296/2006. Ci si chiede però a questo punto se le stazioni appaltanti che non rientrano nell' elenco dell' articolo 1, comma 450 della finanziaria 2007 (ad esempio, le società in house) godano oppure no della deroga prevista. Se si tiene conto all' interpretazione restrittiva dell' articolo 40, in base alla quale tutte le stazioni appaltanti sono tenute per le procedure previste dal codice dei contratti pubblici all' adozione dei mezzi telematici, bisogna chiedersi che cosa ne sarà delle stazioni appaltanti che non sono comprese nella Finanziaria 2007? Al momento, in assenza di chiarimenti, questi soggetti sembrerebbero tenuti all' obbligo di utilizzo dei mezzi di comunicazione elettronici anche per acquisti inferiori a mille euro. Quindi, a oggi, risulterebbero più svantaggiati proprio quei soggetti, come ad esempio gli organismi di diritto pubblico di cui all' articolo 2 del codice dei contratti pubblici, meno strutturati e certamente meno avvezzi all' utilizzo delle piattaforme elettroniche. Si auspica quindi un chiarimento in tal senso, anche perché altrimenti verrebbe vanificata la ratio delle agevolazioni ai piccoli acquisti sotto i mille euro, per i quali peraltro in base alla linea guida di Anac n. 4 il criterio della rotazione è derogabile motivatamente. 

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 26/11/2018


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