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Una centrale per la progettazione

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09
NOV 18

Centrali di committenza a livello provinciale; istituzione della centrale per la progettazione di opere pubbliche; valutazione di programmi di investimento pubblico e privati attraverso la nuova struttura di missioni e Investitalia presso la presidenza del consiglio.

Sono questi i tre strumenti che si rinvengono nella legge di Bilancio 2019 per il rilancio del settore delle infrastrutture, tema al quale si riservano 97,5 miliardi in 15 anni, suddivisi in due fondi (amministrazioni centrali e enti territoriali). Si comincia dalla sostanziale modifica della disciplina sulla centralizzazione della domanda prevedendo che l' accorpamento della committenza degli enti locali converga verso il livello provinciale: «L' ambito territoriale di riferimento delle centrali di committenza coincide con il territorio provinciale o metropolitano e i comuni non capoluogo di provincia ricorrono alla stazione unica appaltante costituita presso le province e le città metropolitane per gli appalti di lavori pubblici». Tutto da vedere come questa impostazione inciderà sul fenomeno della riduzione delle stazioni appaltanti e sulla qualificazione delle stesse profilo mai decollato per le resistenze degli enti locali al varo del decreto sulla qualificazione. Una nuova struttura tecnica di missione, presso la presidenza del consiglio, formata anche da personale esterno, con costi di 25 milioni l' anno, denominata Investitalia avrà il compito di effettuare «il supporto alle attività del presidente del consiglio di coordinamento delle politiche del governo e dell' indirizzo politico e amministrativo dei ministri in materia di investimenti pubblici e privati». Amplissimo il raggio di azione: analisi e valutazione di programmi di investimento riguardanti le infrastrutture materiali e immateriali; valutazione delle esigenze di riammodernamento delle infrastrutture delle pubbliche amministrazioni; verifica degli stati di avanzamento dei progetti infrastrutturali; studi di fattibilità economico-giuridici dei progetti di investimento, e individuazione di soluzioni operative, il tutto in collaborazione con i diversi ministeri; individuazione di ostacoli e criticità e proposta di soluzioni. Su un profilo ancora più tecnico e operativo si colloca poi la, proposta di istituire la centrale per la progettazione delle opere pubbliche, di cui possono avvalersi, previa stipula di apposita convenzione, le amministrazioni centrali e gli enti territoriali interessati. Il nuovo organismo pubblico dovrà costituirsi come «organo tecnico dotato di specifiche competenze e di elevata capacità professionale» (non più presso l' Agenzia del demanio, come era previsto inizialmente) per lavorare come organo in house di altre amministrazioni svolgendo, con rimborso dei relativi costi, compiti di progettazione di opere pubbliche e attività connesse alla progettazione, gestione delle procedure di appalto in tema di progettazione per conto della stazione appaltante, predisposizione di modelli di progettazione e valutazione dei progetti. Il disegno di legge prevede l' assunzione, a tempo indeterminato a decorrere dal 2019, di un massimo di 300 unità di personale, almeno per il 70% con profilo tecnico, e nei limiti del 5% con qualifica dirigenziale. Per garantire l' immediata operatività, limitatamente alle prime 50 unità di personale, si potrà procedere al reclutamento attingendo dal personale di ruolo, anche mediante assegnazione temporanea, con il consenso dell' interessato, sulla base di appositi protocolli d' intesa con le amministrazioni pubbliche e per singoli progetti di interesse specifico per le stesse amministrazioni, con oneri a carico della struttura. 

 

A cura di Italia Oggi del 09/11/2018 pag. 43 - autore ANDREA MASCOLINI


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