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Avvocati, l'incarico singolo per la rappresentanza in giudizio non è un appalto

Avvocati, l'incarico singolo per la rappresentanza in giudizio non è un appalto
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07
NOV 18

Il singolo incarico a un legale per la rappresentanza in giudizio non è un appalto, ma rientrando tra i contratti esclusi dall'applicazione del codice dei contratti pubblici deve essere affidato secondo i principi dell'ordinamento euro-unitario individuati dall'articolo 4 dello stesso Dlgs 50/2016, anche se in casi particolari l'amministrazione è legittimata ad affidarlo direttamente.


L'Autorità nazionale anticorruzione definisce con le linee guida n. 12i percorsi per l'affidamento dei servizi legali, aderendo alle indicazioni formulate dal Consiglio di Stato nel parere n. 2017 dello scorso agosto ed evidenziando subito gli elementi distintivi delle differenti modalità di resa delle prestazioni in questo settore.
Il contratto d’opera 
Le linee-guida precisano infatti che l'affidamento dei servizi legali costituisce appalto, con conseguente applicabilità dell'allegato IX e degli articoli 140 e seguenti del codice dei contratti pubblici, qualora la stazione appaltante affidi la gestione del contenzioso in modo continuativo o periodico a un soggetto per un periodo determinato, di regola un triennio), mentre l'incarico conferito ad hoc costituisce invece un contratto d'opera professionale, consistendo nella trattazione della singola controversia o questione, ed è sottoposto al regime dell'articolo 17 del Dlgs 50/2016.
La procedura di affidamento 
Per l'acquisizione delle attività di gestione del contenzioso e di consulenza correlata, le stazioni appaltanti devono sviluppare una procedura nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità e pubblicità. La procedura di affidamento di un incarico per la gestione del contenzioso deve essere sviluppata con un confronto concorrenziale, che può essere facilitato tramite il ricorso a elenchi di professionisti, eventualmente suddivisi per settore di competenza, previamente costituiti dall'amministrazione mediante una procedura trasparente e aperta, avviata con un avviso pubblicato sul sito istituzionale (ed eventualmente inviato anche all'ordine territorialmente competente).
L'avviso deve contenere i criteri di selezione, il relativo procedimento e gli eventuali limiti al numero di incarichi conferibili.
L'iscrizione dei soggetti interessati, provvisti dei requisiti richiesti e analizzati sulla base dei curricula o da sintetiche schede riepilogative della carriera professionale, deve essere consentita senza limitazioni né temporali, né quantitative, ma l'amministrazione può prevedere che l'elenco sia ristretto e limitato ai professionisti che soddisfano al meglio, sulla base di criteri di ragionevolezza, proporzionalità e non discriminazione previsti nell'avviso, le sue esigenze.
L’elenco degli operatori qualificati 
La selezione dall'elenco degli operatori qualificati tra cui svolgere la valutazione comparativa deve avvenire sulla base di criteri che tengano conto dell'esperienza e della competenza tecnica (da intendersi come competenza nella materia oggetto del contenzioso o nella questione rilevante per la sua soluzione), della pregressa collaborazione positiva con l'amministrazione in relazione alla medesima questione e del costo del servizio, nel caso in cui, per l'affidamento di uno specifico incarico, sia possibile riscontrare una sostanziale equivalenza tra diversi profili professionali. 
L'Anac evidenzia come le stazioni appaltanti debbano garantire anche l'equa ripartizione degli incarichi, onde evitare il consolidarsi di rapporti solo con alcuni professionisti, mentre in relazione all'affidamenti di incarichi di minore rilevanza, ad esempio perché seriali o di importo contenuto, è possibile utilizzare il criterio della rotazione. 
Le linee guida chiariscono anche come l'affidamento diretto a uno specifico professionista delle attività di gestione del singolo contenzioso sia possibile solo in presenza di specifiche ragioni logico-motivazionali, che devono essere espressamente illustrate dalla stazione appaltante nella determina a contrarre. Queste situazioni particolari possono aversi nei casi di consequenzialità tra incarichi per i diversi gradi di giudizio o di complementarietà con altri incarichi attinenti alla medesima materia oggetto del servizio legale in affidamento, che siano stati positivamente conclusi, ma anche in caso di assoluta particolarità della controversia o della consulenza, ad esempio per la novità del thema decidendum o comunque della questione trattata, tale da giustificare l'affidamento al soggetto individuato dalla stazione appaltante.
 
 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 07/11/2018 - autore ALBERTO BARBIERO


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