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Consultazione sul Codice dei contratti: Le osservazioni della Conferenza Regioni e Province autonome

Consultazione sul Codice dei contratti: Le osservazioni della Conferenza Regioni e Province autonome
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OTT 18

Il 10 settembre 2018 si è conclusa la consultazione pubblica avviata dal Ministero delle infrastrutture e trasporti sul Codice dei contratti (DLgs. 50/2016) propedeutica ad una proposta di riforma dello stesso Codice. Relativamente alla consultazione abbiamo già pubblicato le modifiche proposte da Ance, Oice, Italiadecide, Finco.

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella seduta del 18 ottobre 2018 ha approvato un documento contenente proposte di modifica ed osservazioni al Codice dei contratti di cui al D.Lgs. n. 50/2016, finalizzate a semplificare le procedure ed eliminare le criticità rilevate nel primo periodo di applicazione del Codice stesso e che impediscono, sul piano pratico, il corretto operato delle stazioni appaltanti. Le proproste di modifica sono state predisposte con l’ausilio di Itaca e, con il coinvolgimento dei soggetti aggregatori regionali e del GdL osservatori appalti. Dalla lettura del documento è possibile rilevare alcune richieste di ritorno al passato.
Un primo ritorno al passato è relativo alla modifica richiesta all’articolo 59sull’appalto integrato che, a giudizio della Conferenza, potrebbe contribuire a ridurrebbe i tempi di realizzazione delle opere pubbliche. La Conferenza ritiene, anche, che sia necessario temperare l’utilizzo dello strumento per salvaguardare la qualità del lavoro ed evitare fenomeni distorsivi e aumento della spesa pubblica e propone che l’utilizzazione dell’appalto integrato sia circoscritto alle seguenti condizioni:

Un secondo ritorno al passato è possibile leggerlo nelle modifiche richieste all’articolo 95 relativo ai criteri di aggiudicazione; La Conferenza propone di elevare l’importo per l’utilizzazione del criterio di aggiudicazione del prezzo più basso, al fine di semplificare e ridurre i tempi di affidamento a fronte dell’obbligo per la stazione appaltante di porre a base di gara la progettazione esecutiva. Con tale emendamento, afferma la Conferenza, si supera anche la problematica interpretativa verificatasi nel caso di svolgimento delle procedure ordinarie.
Un terzo ritorno al passato (anche se parziale) è possibile leggerlo nelle modifiche richieste all’articolo 77 relativo alle Commissioni giudicatrici. La Conferenza ritiene che per una maggiore semplificazione ed efficacia dell’azione amministrativa sarebbe necessario rimodulare le modalità di individuazione dei membri delle commissioni al fine di non rallentare lo svolgimento delle procedure di gara ed assicurare lo svolgimento delle stesse. Per i lavori La Conferenza propone di procedere così come segue:
a) per importi fino a 1.000.000 di Euro i commissari potranno essere tutti interni compreso il presidente;
b) per importi da 1.000.000 e fino alla soglia comunitaria solo il presidente sarà estratto a sorte dall’albo ANAC ed esterno all’amministrazione;
c) sopra soglia i componenti della commissione dovranno essere tutti esteri.
Altre richieste di modifica riguardano il subappalto e le modifiche di contratti durante il periodo di efficacia (varianti).
Relativamente al subappalto la Conferenza ritiene che sia necessario rimodulare il comma 6 dell’art. 105 eliminando il riferimento alla terna dei subappaltatori e ritiene, anche, necessario dettare una disciplina per i subappalti obbligatori negli appalti di lavori, ossia nelle ipotesi in cui l’operatore per mancanza di qualificazione partecipi alla gara qualificandosi sulla categoria prevalente. In tal caso, prima dell’aggiudicazione l’operatore economico dovrà indicare il subappaltore e relativamente allo stesso saranno effettuate le verifiche di cui all’art. 80.
Sulle varianti, la Conferenza ritiene necessario disciplinare le modalità per la definizione delle modifiche sia per l’ipotesi delle varianti in corso di contratto di cui all’art. 106 comma 1 lett. c), sia per le ipotesi di modifiche previste dall’art. 106 comma 2, prevedendo una disciplina che ricalca la precedente contenuta nel DPR 207/2010. Tale modifica ha la finalità di chiarire il differente ambito di applicazione tra le modifiche del comma 1 e la previsione del comma 12 che configura una ipotesi di aumento della prestazione, autonoma e sganciata dai presupposti previsti dal comma 1 rispetto alla quale si assiste a difficoltà interpretative.
Il documento della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome è costituito da un testo a fronte in cui sono elencate le proposte emendative e le relative motivazioni e sembra che la maggior parte delle modifiche richieste vanno nella direzione di un ritorno al passato e si riferiscono agli aticoli:
3 - Definizioni
21 - Programma degli acquisti e programmazione dei lavori
23 - Livelli della progettazione per gli appalti, per le concessioni di lavori nonché per i servizi
26 - Verifica preventiva della progettazione
29 - Principi in materia di trasparenza
31 - Responsabile Unico Del Procedimento – RUP
32 - Fasi delle procedure di affidamento
36 - Contratti sotto soglia
37 - Aggregazione centralizzazione delle committenze
38 - Qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza
47 - Consorzi stabili
50 - Clausole sociali del bando di gara e degli avvisi
51 - Suddivisione in lotti
59 - Appalto integrato
73 - Pubblicazione a livello nazionale
77 - Commissione giudicatrice
80 - Motivi di esclusione
83 - Soccorso istruttorio
84 - Sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici
94 - Principi generali in materia di selezione
95 - Criteri di aggiudicazione
97 - Offerte anormalmente basse
101 - Soggetti delle stazioni appaltanti
103 - Garanzie definitive
105 - Subappalto
106 - Modifiche di contratti durante il periodo di efficacia
113 - Incentivi alle funzioni tecniche
216 - Disposizioni transitorie e di coordinamento
In allegato il documento della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

 

A cura di arch. Paolo Oreto del 23/10/2018


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