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Controlli antimafia a tappeto

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OTT 18

Ampliati i controlli antimafia sull' universo societario.

L' estensione riguarda, dal 5 ottobre scorso, anche il creditore pignoratizio di azioni o quote societarie, in quanto può contribuire a determinare l' andamento dell' operatore economico oggetto di verifiche. E non solo. È titolare di un diritto reale di garanzia disciplinato dall' articolo 2352 del codice civile. Al creditore pignoratizio è, infatti, attribuito il diritto di voto. A ciò si aggiunge, in base al comma 6 dell' articolo 2352 del codice civile, che spetta allo stesso (a meno che non risulti diversamente da statuto) anche la titolarità dei diritti amministrativi, comprendenti, tra l' altro, l' impugnativa delle delibere assembleari e l' accesso ai libri sociali . Il ministero dell' interno, in risposta a un quesito posto dalla Prefettura di Parma (con la circolare del 5 ottobre 2018 n. 11001/119/12) amplia così i confini fissati dall' articolo 85 del dlgs n. 159/2011, il cosiddetto codice antimafia, sull' acquisizione dell' informazione antimafia (dopo la legge di riforma al codice, la n. 161 del 17/10/2017) nel caso di pignoramento dell' intera quota di una società. Alla luce delle considerazioni sopra esposte, i dirigenti del ministero dell' interno avvalendosi della facoltà prevista dall' articolo 91, comma 5, del dlgs n. 159/2011, hanno esteso gli accertamenti antimafia anche al creditore pignoratizio di azioni o quote societarie. Excursus legislativo. Ricordiamo che con la legge n. 161 del 17 ottobre 2017 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.258 del 4 novembre 2017), è stato modificato il codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione (dlgs 6 settembre 2011, n. 159), il codice penale e le norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e altre disposizioni. In particolare la legge è intervenuta con modifiche e aggiunte in alcuni dei settori regolamentati dal dlgs 159/2011. Per esempio misure di prevenzione personali e patrimoniali, amministrazione, gestione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati, tutela dei terzi e rapporti con le procedure concorsuali, documentazione antimafia, ruolo e organizzazione dell' Agenzia nazionale per l' amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, apportando qualche piccola correzione anche al codice penale e al codice di rito. Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia (Bdna). Il sistema di acquisizione della documentazione antimafia è ormai imperniato sulla procedura relativa alla banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, operativa dal 7 gennaio 2016. La Bdna, istituita dall' articolo 96 del Codice antimafia, presso il ministero dell' interno, dipartimento per le politiche del personale dell' amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie, ha lo scopo di rendere maggiormente efficiente l' azione dello stato contro la criminalità organizzata, accelerando il rilascio delle comunicazioni e informazioni antimafia liberatorie in modalità automatica ai soggetti titolati alla richiesta. La vigente normativa antimafia prevede che le amministrazioni pubbliche, gli enti pubblici e le aziende vigilate dallo Stato, debbano acquisire idonea documentazione informativa prima di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture pubblici, ovvero prima di rilasciare o consentire i provvedimenti di cui all' articolo 67 del codice antimafia, circa la sussistenza di una delle cause di decadenza o sospensione di cui allo stesso articolo 67 o dei tentativi di infiltrazione mafiosa di cui all' art. 84, comma 4 e art. 91 del Codice. I suddetti soggetti debbono essere previamente accreditati in banca dati tramite apposite credenziali rilasciate dalle sezioni provinciali, appositamente costituite presso le prefetture competenti avendo come criterio di riferimento quello della sede dell' operatore economico per il quale viene chiesta la certificazione antimafia. Il funzionamento della Bdna è disciplinato dal Dpcm 30/10/2014, n.193, contenente le modalità di funzionamento, accesso, consultazione e collegamento della Bdna con altre banche dati, tra le quali il centro elaborazione dati (articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n.121), il sistema informatico presso la Dia e i sistemi informativi presso le Camere di commercio. Il sistema è alimentato mediante le immissioni effettuate dal personale delle Prefetture appositamente autorizzato.

 

A cura di Italia Oggi Sette del 15/10/2018 pag. 15 - autore PAGINA A CURA DI CINZIA DE STEFANIS


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