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Illegittimo l'affidamento diretto motivato dalle «difficoltà» di fare la gara

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SET 18

Le difficoltà e la tempistica necessaria per l' espletamento della gara d' appalto non possono legittimare il responsabile unico a procedere con un affidamento diretto attraverso la procedura negoziata.

Le motivazioni che sorreggono il procedimento in deroga, infatti, devono essere oggettive e, soprattutto, non imputabili all' organizzazione della stazione appaltante. In questo senso il Tar Lazio, Roma, sezione I-ter, sentenza n. 9145/2018 . La vicenda Nel caso trattato, la stazione appaltante ha affidato il servizio di pulizia - per un importo ampiamente sopra la soglia comunitaria - utilizzando la procedura negoziata senza pubblicazione di bando secondo l' articolo 63 del codice dei contratti. Procedimento che risulta ammissibile, anche per l' aggiudicazione degli appalti nel sopra soglia comunitaria, ma esclusivamente in presenza di motivi realmente oggettivi che impediscono l' espletamento della procedura ordinaria. Il ricorrente ha censurato l' illegittimità dell' azione amministrativa per la motivazione adotta dalla stazione appaltante fondata sull' eccessiva durata della gara ordinaria (da condurre sul sistema dinamico di acquisizione di Consip) «presumibilmente non meno di 6 mesi per l' espletamento delle varie fasi procedurali e per la necessità di effettuare una ricognizione dei dati relativi alle superfici oggetto del servizio». La decisione Il giudice si è concentrato sulla motivazione che avrebbe dovuto giustificare il procedimento in deroga rammentando la residualità della procedura negoziata senza pubblicazione di bando. L' affidamento diretto, con questa modalità, infatti può avvenire - in base all' articolo 63, comma 2, lettera c) «nella misura strettamente necessaria quando, per ragioni di estrema urgenza derivante da eventi imprevedibili dall' amministrazione aggiudicatrice, i termini per le procedure aperte o per le procedure ristrette o per le procedure competitive con negoziazione non possono essere rispettati». Si tratta, quindi, di un ambito di azione assolutamente contingentato con la condizione indispensabile per cui le «circostanze invocate a giustificazione del ricorso alla procedura» in deroga «non devono essere in alcun caso imputabili alle amministrazioni aggiudicatrici». La procedura negoziata riguarda, pertanto, un sistema di scelta del contraente che costituisce una eccezione al principio generale della pubblicità e della massima concorrenzialità tipica della procedura aperta «con la conseguenza che i presupposti fissati dalla legge per la sua ammissibilità devono essere accertati con il massimo rigore e non sono suscettibili d' interpretazione estensiva (in tal senso, Cons. St., V, 3 febbraio 2016, n. 413)». Per evento imprevedibile, il legislatore ha inteso fare riferimento a un accadimento che non è preventivabile con l' ordinaria diligenza. Mentre, una motivazione fondata sulle difficoltà di esperimento di una procedura di gara ordinaria e sulla correlata tempistica - che può effettivamente dilungarsi per effetto di potenziali ricorsi - non costruisce affatto una ipotesi non preventivabile e non programmabile. Si tratta in sostanza di problematiche potenziali che ben possono essere "preventivate" e le conseguenze negative potrebbero essere efficacemente presidiate attraverso una organizzazione tempestiva e razionale del tempo lavoro e delle risorse umane a disposizione. D' altra parte, si legge sempre nella sentenza, non può certo ritenersi che le difficoltà insite nella gara d' appalto siano delle circostanze potenziali non imputabili alla stazione appaltante. È chiaro, rileva il giudice, che - come nel caso di specie - la mancata o ritardata programmazione e avvio della gara può determinare aggravio del procedimento ma lo stesso rimane totalmente imputabile agli operatori della stazione appaltante che sono rimasti inerti. Non la giurisprudenza, storicamente, «ha avuto già modo di chiarire, con particolare riferimento ai requisiti dell' urgenza di provvedere, quale presupposto legittimamente di tale sistema, che essa non deve essere addebitabile in alcun modo all' Amministrazione per carenza di adeguata organizzazione o programmazione (Consiglio Stato, sez. V, 11 maggio 2009, n. 2882, Cons. St., V, 10 novembre, n. 8006) ovvero per sua inerzia o responsabilità (Consiglio Stato, sez. V, 27 ottobre 2005, n. 5996)».

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 13/09/2018 - autore STEFANO USAI


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