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Affidamenti a terzi con nuove regole

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17
AGO 18

Da domani al via le regole per le verifiche sul rispetto dell'obbligo di affidamento a terzi dell'80% dei contratti di lavori, forniture e servizi da parte dei concessionari scelti senza gara (è il 60% per i concessionari autostradali).

È stata infatti pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 2 agosto 2018 la delibera Anac n. 614 del 4 luglio 2018 riguardante le linee guida n. 11 recanti indicazioni per la verifica del rispetto del limite di cui all'articolo 177, comma 1 (il c.d. 80/20). Le linee guida n. 11 sono vincolanti e attuano il disposto dell'articolo 177, comma 3 del Codice dei contratti che prevede che l'Autorità detti le regole per la verifica sull'avvenuto ed effettivo affidamento a soggetti terzi di una quota pari all'80% (o al 60% per le concessioni autostradali) di lavori, forniture e servizi di importo superiore a 150 mila euro da parte di concessionari che, a loro volta, non hanno ricevuto la concessione a seguito di procedura ad evidenza pubblica prima del 19 aprile 2016. Viene previsto anche un obbligo di adeguamento entro due anni e su questo punto l'Anac ha chiarito che l'obbligo «è immediatamente operativo e che il termine di 24 mesi è soltanto un termine finale entro cui deve essere raggiunta l'aliquota minima dell'80% dei contratti affidati con gara. Quindi man mano che i contratti già affidati vengono a scadenza, i nuovi contratti devono sin da subito essere affidati mediante gara».
Si tratta di un rilevantissimo numero di concessioni (circa 6.500 stando all'indagine Anac del 2017), affidate soprattutto nel settore idrico e del gas, che sono sottratte al confronto competitivo e spesso sopravvivono con proroghe sistematiche limitate alla gestione ordinaria. La stessa norma del codice, oltre a stabilire che spetti all'Anac dettare le regole per le verifiche, stabilisce che «eventuali situazioni di squilibrio rispetto ai limiti indicati devono essere riequilibrate entro l'anno successivo» e che «nel caso di situazioni di squilibrio reiterate per due anni consecutivi, il concedente applica una penale in misura pari al 10% dell'importo complessivo dei lavori, servizi o forniture che avrebbero dovuto essere affidati con procedura ad evidenza pubblica».
Il provvedimento Anac consta di una prima parte con indicazioni (non vincolanti) relative alla corretta interpretazione della disciplina e di una seconda parte che contiene indicazioni vincolanti e operative. Va rilevato che l'Anac ritiene che la disciplina «si applichi ai settori speciali, con la sola esclusione delle concessioni di cui all'articolo 7 del codice dei contratti pubblici, espressamente fatte salve (appalti e concessioni aggiudicati ad una impresa collegata).
Altro elemento di rilievo riguarda il calcolo della percentuale (60 o 80%): l'Anac, su indicazione del Consiglio di stato chiarisce che si deve fare riferimento al valore dei contratti nel suo complesso, senza operare distinzioni tra le quote riferite a lavori, servizi e forniture. Le linee guida definiscono anche le modalità dei controlli e fissano gli obblighi di comunicazione che devono agevolare le verifiche a carico dell'Autorità; in particolare si prevede l'obbligo di pubblicazione di tutti i dati necessari ai concedenti per lo svolgimento delle verifiche di competenza sul rispetto dei limiti percentuali e all'Anac per l'attività di vigilanza.

 

A cura di ItaliaOggi del 17/08/2018


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