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Anac, «no» alla richiesta di sopralluogo preliminare - Il Consiglio di Stato l'ammette se motivata

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AGO 18

La richiesta di sopralluogo obbligatorio già in fase di indagine di mercato è illegittima. L' Anac, con il comunicato del 18 luglio pubblicato nei giorni scorsi , fornisce un importante chiarimento rispondendo al quesito spesso sollevato sulla legittimità di una simile richiesta in quanto, oggettivamente, limitativa della partecipazione. Da notare che sul tema si deve registrare anche la posizione espressa dal Consiglio di Stato, sezione V, con la sentenza n. 4597/2018 , che appare meno perentoria di quanto sostenuto dall' Anac.

La posizione dell' Anac Secondo l' Anac, fermo restando che il sopralluogo obbligatorio è ammissibile, in termini generali, laddove l' oggetto del contratto abbia una stretta e diretta relazione con le strutture edilizie ( bando tipo Anac n. 1/2017, paragrafo 14 della nota illustrativa), e in questo senso dispone già l' articolo 79, comma 2 del codice dei contratti pubblici, maggiori problemi pone l' eventuale richiesta di esperimento del sopralluogo già in fase di indagine di mercato. La decisione della stazione appaltante di "imporre" il sopralluogo obbligatorio preliminare, ossia in un momento antecedente alla fase di gara (e quindi alla formulazione delle offerte) pone effettivamente degli ostacoli alla libera partecipazione al procedimento.

Tale modus operandi, secondo l' Anac, deve ritenersi illegittimo in quanto fuoriesce dal perimetro applicativo dell' articolo 79, comma 2, che collega il sopralluogo alla formulazione delle offerte e, soprattutto, determina, in violazione dei principi di proporzionalità e libera concorrenza, «un significativo ostacolo per gli operatori economici, sotto il profilo organizzativo e finanziario, alla competizione per l' affidamento degli appalti pubblici, considerata peraltro la possibilità che gli operatori economici non ricevano l' invito o decidano comunque di non presentare offerta». Pertanto, per l' autorità anticorruzione l' eventuale richiesta di un sopralluogo obbligatorio già in fase di indagine di mercato deve ritenersi illegittima.

La posizione espressa dal Consiglio di Stato La posizione espressa dal giudice di Palazzo Spada sembra porsi in segno contrario rispetto a quanto rilevato dall' Anac. In relazione a un caso specifico, il Collegio ha puntualizzato che la scelta della stazione appaltante di anticipare il sopralluogo a un momento antecedente la gara vera e propria non può definirsi automaticamente illegittima. È altresì vero, però, che la stazione appaltante deve motivare la scelta collegandola in modo funzionale alla fase successiva di formulazione dell' offerta. In sostanza, una adeguata motivazione a supporto della decisione di esigere il sopralluogo potrebbe qualificare la richiesta come proporzionata e adeguata e, quindi, perfettamente legittima.

Nel caso di specie, inoltre, è venuto in considerazione anche il fatto che la richiesta - di sopralluogo obbligatorio - sia stata imposta anche all' affidatario uscente. Proprio questo soggetto, ricorrente nel caso in esame, ha impugnato l' esclusione evenziandone 'assoluta inutilità in quanto precedente affidatario e con una conoscenza certificata - evidentemente dalla stessa stazione appaltante - «dei luoghi» dell' appalto. In sentenza si sottolinea - come già statuito dalla giurisprudenza - che l' imposizione del sopralluogo obbligatorio anche al precedente gestore del servizio non può che essere considerata come una richiesta superflua e sproporzionata perché l' affidatario uscente, per la sua stessa peculiare condizione, si trova già nelle condizioni soggettive ideali per conoscere in modo pieno le caratteristiche dei luoghi in cui svolgere la prestazione oggetto della procedura di gara.

 

a cura di "Quotidiano Enti Locali e PA del Il Sole 24ore"  del 02/08/2018 - autore STEFANO USAI


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