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Dal 1° agosto al via le nuove impugnazioni Anac per i bandi di gara

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LUG 18

Dal 1° agosto entrano in vigore le regole con le quali l' Anac potrà impugnare bandi, atti generali e provvedimenti relativi a contratti di rilevante impatto, emessi da qualsiasi stazione appaltante, qualora ritenga che essi violino le norme in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture ( delibera 13 giugno 2018, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 164 del 17 luglio scorso ).

Potere previsto dall' articolo 211, commi 1-bis e 1-ter, del Dlgs 18 aprile 2016 n. 50. Si ricordi che il Dlgs n. 56/2017 correttivo del Codice dei contratti pubblici ne aveva abrogato l' articolo 211, comma 2, contenente il «potere di raccomandazione vincolante». E che dopo tale abrogazione era sorta una forte polemica per il fatto stesso che così risultavano ridimensionati i poteri di vigilanza affidati all' Anac. Il decreto legge 24 aprile 2017 n. 50 (convertito dalla legge 21 giugno 2017 n. 96), dunque, ha attribuito all' Anac non più un potere sanzionatorio, ma un potere di impugnazione assimilabile a quelli già riconosciuti ad altre amministrazioni.
La legittimazione ad agire Il comma 1-bis del regolamento, dunque riconosce all' autorità Anticorruzione il «potere d' impugnativa». Il successivo comma 1-ter stabilisce che l' Anac, laddove ritenga che una stazione appaltante abbia adottato un provvedimento viziato da gravi violazioni Codice dei contratti, entro sessanta giorni dalla notizia della violazionedebba emettere un parere motivato nel quale indichi specificamente i vizi di legittimità riscontrati. Il parere deve essere trasmesso alla stazione appaltante, che se non vi si conforma entro il termine assegnato dall' Anac, comunque non superiore a sessanta giorni dalla trasmissione, si espone all' impugnativa dell' autorità, da proporre entro i successivi trenta giorni innanzi al giudice amministrativo. Le ipotesi di impugnazione I poteri attribuiti all' Autorità sono dunque diversi sia per il modo in cui si esprimono (ricorso diretto, nell' ipotesi del comma 1- bis; ricorso previo parere motivato, qualora la stazione appaltante non si sia conformata a quest' ultimo, nell' ipotesi del comma 1- ter), sia per i presupposti (bandi, altri atti generali e provvedimenti relativi a contratti di rilevante impatto, che violano norme in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture nell' ipotesi di cui al comma 1 - bis; provvedimenti viziati da gravi violazioni del Codice, nell' ipotesi di cui al comma 1 - ter).
Si intendono di rilevante impatto i contratti che riguardino, anche potenzialmente, un ampio numero di operatori, relativi a interventi in occasione di grandi eventi di carattere sportivo, religioso, culturale o a contenuto economico, a interventi disposti a seguito di calamità naturali, di interventi di realizzazione di grandi infrastrutture strategiche, i contratti riconducibili a fattispecie criminose, situazioni anomale o sintomatiche di condotte illecite da parte delle stazioni appaltanti, nonché quelli relativi ad opere, servizi o forniture aventi particolare impatto sull' ambiente, il paesaggio, i beni culturali, il territorio, la salute, la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e comunque i contratti aventi ad oggetto lavori di importo pari o superiore a 25 milioni di euro ovvero servizi e/o forniture di importo pari o superiore a 50 milioni di euro. L' elaborazione dei casi in cui è possibile riscontrare le gravi violazioni è avvenuta tenendo conto di quanto espressamente previsto dal secondo comma, articolo 120 Cpa, di quanto previsto dal secondo comma dell' articolo 108 del Codice dei contratti, della tutela di alcune competenze dell' Anac e, infine, dell' esperienza riportata dagli uffici di vigilanza dell' autorità stessa.
Limiti al potere discrezionale dell' Anac In particolare, nella prima ipotesi la legge ha voluto configurare una situazione di maggior pericolo per l' interesse pubblico, stante il rilevante impatto - qualitativo e/o quantitativo - dei contratti cui si ricollegano le violazioni in materia di contratti pubblici, tali da giustificare una legittimazione ad agire in giudizio indipendentemente da un previo parere motivato. iversamente, nella seconda ipotesi, ha ritenuto che le violazioni del Codice, pur gravi, possano essere adeguatamente salvaguardate dallo stesso potere di autotutela della stazione appaltante, sollecitato dall' Anac mediante il parere motivato, e solo all' esito dell' infruttuosità della sollecitazione direttamente dall' autorità.
Come ha sottolineato la commissione speciale del Consiglio di Stato n. 1119/2018, in luogo delle raccomandazioni vincolanti la norma conferisce all' Anac un peculiare «strumento di vigilanza collaborativa (con le stazioni appaltanti) che si coniuga con i più generali poteri di vigilanza e controllo (delineati dall' articolo 213 del Codice) per assicurare - quanto più possibile - il pieno ed effettivo rispetto dei principi su cui sono imperniati gli appalti pubblici». Attraverso la previsione del potere regolamentare, la legge ha limitato quell' ampia discrezionalità riconosciuta al potere di impugnazione affinché l' esercizio di quest' ultimo non si trasformi in arbitrio o irragionevolezza.
All' eccezionalità del potere di azione riconosciuto all' Anac, infatti, secondo il Consiglio di Stato corrisponde il potere/dovere di individuare - preventivamente e in via generale - «i casi o le tipologie di provvedimenti in relazione ai quali [l' Autorità] esercita i poteri di cui ai commi 1 - bis e 1 - ter» con funzione evidentemente limitativa di quella eccezionale legittimazione ad agire. La valutazione delle segnalazioni Il regolamento prevede che l' autorità debba valutare con priorità le segnalazioni trasmesse dal giudice amministrativo, dalle procure, dall' avvocatura dello Stato, dall' autorità giudiziaria ordinaria e contabile e dalle forze di polizia, nonché dagli enti esponenziali di interessi diffusi e collettivi e dalle associazioni di categoria. Le segnalazioni comunque pervenute all' autorità si intendono archiviate allo spirare dei termini per l' esercizio dell' azione in giudizio o per l' emissione del parere motivato. La notifica del ricorso e l' emanazione del parere motivato, a seconda dei casi, determinano la sospensione dei procedimenti di vigilanza in corso con il medesimo oggetto. Non sono sospesi i procedimenti di precontenzioso preordinati all' emissione del parere che obbliga le parti.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 24/07/2018 - autore PAOLO CANAPARO


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