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L'Anac impugna gli atti

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LUG 18

Al via, dal primo agosto, l' impugnativa da parte di Anac degli atti delle stazioni appaltanti illegittimi concernenti contratti di rilevante impatto o caratterizzati da «gravi violazioni» di legge. Previsto sia il ricorso al Tar diretto, sia il ricorso che fa seguito a una diffida alla stazione appaltante con «parere motivato» al quale la stazione appaltante non si sia conformata. Le notizie di atti illegittimi possono essere acquisite dall' Anac d' ufficio, da altre amministrazioni o magistrature ma anche da privati ma senza obbligo di dare corso alla segnalazione.

Il regolamento Anac, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 164 del 17 luglio 2018, disciplina come l' Autorità presieduta da Raffaele Cantone può intervenire in caso di atti delle stazioni appaltanti che presentino elementi di illegittimità e arriva dopo che il decreto correttivo del Codice dei contratti pubblici (dlgs 19 aprile 2017, n. 56) ha abrogato l' articolo 211, c. 2, dell' iniziale versione del codice contenente il c.d. potere di raccomandazione vincolante. In sede di conversione del dl n. 24 aprile 2017, n. 50 è stato infatti inserita una norma che ha sostituito l' abrogato art. 211, comma 2, del Codice dei contratti pubblici, attribuendo all' Autorità nazionale Anticorruzione un potere impugnatorio assimilabile a quelli già riconosciuti ad altre autorità indipendenti. In particolare (art. 211, comma 1-bis e 1-ter) si prevede che Anac sia legittimata ad agire in giudizio per l' impugnazione dei bandi, degli altri atti generali e dei provvedimenti relativi a contratti di rilevante impatto, emessi da qualsiasi stazione appaltante, qualora ritenga che essi violino le norme in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture".
Il successivo comma 1-ter prevede inoltre un più ampio potere di ricorso, che presuppone l' emissione di un parere motivato entro 60 giorni nel quale si elencano i vizi di legittimità; in questo caso l' impugnativa è preceduta da una sorta di atto di diffida ad uniformarsi al parere nei successivi 60 giorni. In caso di mancata osservanza delle indicazioni contenute nel parere l' Anac impugna al Tar entro 30 giorni. La differenza con la prima ipotesi consiste nel fatto che deve trattarsi di una grave violazione di legge che l' articolo 6 del regolamento elenca tassativamente: affidamento senza pubblicazione di bando o avviso di gara; affidamento mediante procedura diversa da quella prevista dalla legge; rinnovo tacito di un contratto (vietato); modifica del contratto invece che indizione di nuova gara; grave violazione di obblighi derivanti dal Trattato Ue. Clausole ingiustificatamente interdittive o limitative della concorrenza; mancata risoluzione del contratto.
Oggetto di impugnazione possono essere bandi, avvisi, sistemi di qualificazione degli operatori economici istituiti dagli enti aggiudicatori nei settori speciali, atti di programmazione, capitolati speciali di appalto, bandi-tipo adottati dalle stazioni appaltanti, atti d' indirizzo e direttive che stabiliscono modalità partecipative alle procedure di gara e condizioni contrattuali. Oltre a questi atti saranno impugnabili anche delibere a contrarre, ammissioni ed esclusioni dalla gara, aggiudicazioni, validazioni e approvazioni della progettazione, nomine del Rup, nomine della commissione giudicatrice, atti riguardanti rinnovi taciti, riserve, approvazioni di varianti o modifiche effidamenti supplementari. L' Anac acquisirà notizia di un atto illegittimo d' ufficio, ma anche a seguito di nell' esercizio delle proprie attività istituzionali. segnalazione di soggetti qualificati (magistratura amministrativa, contabile e altre amministrazioni) e da terzi o privati. ma in questo caso le segnalazioni saranno esaminate «in considerazione delle risorse disponibili».

 

A cura di ItaliaOggi pag. 33 - autore ANDREA MASCOLINI


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