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Gare, presidente libero

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LUG 18

Non sussiste alcun profilo di incompatibilità relativamente al presidente della commissione di gara che durante il corso della procedura sia stato nominato direttore della Uoc acquisizione beni e servizi, unità operativa avente funzioni di amministrazione attiva sul contratto oggetto di gara, qualora lo stesso non abbia partecipato alla stesura del bando.

Così si è pronunciato il Tar Napoli, quinta sezione, con la sentenza n. 3587 del 30 maggio 2018, chiarendo come la dedotta incompatibilità del presidente della commissione giudicatrice non fosse assistita da elementi di fondatezza, atteso che il presidente non aveva partecipato alla stesura della lex specialis, né sussistevano elementi concreti circa la violazione dell' imparzialità della gara e la limitazione della libertà nella formulazione delle offerte.
Nel caso portato all' attenzione del collegio, una società impugnava la delibera di aggiudicazione della procedura di gara per l' affidamento del servizio di vigilanza armata e sorveglianza non armata di una struttura pubblica, deducendo la violazione delle regole in tema di autonomia, indipendenza e terzietà della commissione di gara di cui l' art. 77, c. 4, dlgs 18 aprile 2016, n. 50. Il suddetto motivo di ricorso si basava sulla presunta incompatibilità del presidente della commissione di gara, nominato durante il corso della procedura direttore della Uoc acquisizione beni e servizi, unità operativa avente funzioni di amministrazione attiva (stipula dei contratti, controllo della esecuzione del servizio, richiesta dei servizi, pagamento dei corrispettivi) su tutti i contratti di fornitura di beni e servizi della stazione appaltante e, dunque, anche sul contratto oggetto di ricorso.
Il Tar ha evidenziato, infatti, come l' art. 77, c. 4, dlgs 18 aprile 2016, n. 50 abbia esclusivamente lo scopo di garantire la libertà di elaborazione delle offerte e, in seconda istanza, l' imparzialità della valutazione delle stesse, a tutela tanto dei concorrenti quanto della stazione appaltante, impedendo che i medesimi soggetti possano influire sul contenuto del servizio da aggiudicare e sul risultato della procedura di gara. Il principio di imparzialità dei componenti del seggio di gara, prosegue il Collegio, va pertanto declinato nel senso di garantire loro la cosiddetta virgin mind, ossia la totale mancanza di un pregiudizio nei riguardi dei partecipanti alla gara stessa che, nell' ipotesi di specie, non appare messa in discussione, dal momento che il presidente della commissione, solo successivamente nominato direttore della Uoc acquisizione beni e servizi, non aveva partecipato alla predisposizione del bando di gara.
Il Tar, in definitiva, ha aderito all' interpretazione del disposto dell' art. 77, c. 4, dlgs n. 50 del 2016 fatta propria dall' Anac con delibera n. 436 del 27 aprile 2017, secondo cui occorre comunque tenere presente, al fine di evitare forme di automatica incompatibilità a carico del responsabile unico del procedimento, quell' approccio interpretativo di minor rigore della norma fornito nel tempo dalla giurisprudenza amministrativa. L' eventuale situazione di incompatibilità con riferimento alla funzione di commissario di gara e presidente della commissione giudicatrice deve essere valutata in concreto, verificando la capacità di incidere sul processo formativo della volontà tesa alla valutazione delle offerte, potendone condizionare l' esito.

 

A cura di Italia Oggi Sette del 23/07/2018 pag. VI - autore PAOLO CIRASA E CHIARA DI MARIA


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