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L'esperienza pregressa delle imprese va richiesta

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GIU 18

In un appalto pubblico l' esperienza pregressa del concorrente è valutabile in offerte, ma deve essere richiesta a garanzia dell' esecuzione delle prestazioni.

Lo ha affermato l' Autorità nazionale anticorruzione con un parere di precontenzioso (il n. 472/2018 del 23 maggio 2018) che affronta un tema molto delicato, trattato nell' articolo 95 del codice dei contratti pubblici, cioè quello della richiesta di «esperienza pregressa» dell' impresa di costruzioni, da valutare in sede di offerta, con il criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa.
In un bando da 4,3 milioni nel settore dei beni culturali si dava rilievo ad alcuni sub-criteri di valutazione quali l' esperienza «specifica maturata in interventi su murature antiche anche affrescate», l' esperienza «nel consolidamento e restauro di orizzontamenti strutturali lignei (solai o coperture) di beni immobili e l' esperienza maturata nella realizzazione di impianti eseguiti in aree ed edifici soggetti a tutela ai sensi del dlgs 42/2004». Nel parere l' Autorità, pur riconoscendo che la giurisprudenza e le linee guida 2-2016 sull' offerta economicamente più vantaggiosa stesse aprono al «superamento della rigida separazione tra requisiti di partecipazione e criteri di valutazione», ha ricordato che tutto questo è possibile soltanto nei casi in cui si tratti di parametri strettamente collegati «alle modalità esecutive dello specifico appalto».
In particolare, ha notato l' Anac, «spesso, il filo che separa il canone oggettivo di valutazione dell' offerta e il requisito soggettivo del competitore è particolarmente sottile, stante la potenziale idoneità dei profili esperienziali e di organizzazione soggettiva a riverberarsi sull' affidabilità e sull' efficienza dell' offerta e, quindi, della prestazione». Per evitare che sia violato il generale divieto di commistione fra i criteri soggettivi di prequalificazione e quelli oggettivi afferenti alla valutazione dell' offerta ai fini dell' aggiudicazione occorre fare si che l' esperienza pregressa sia richiesta a garanzia dell' esecuzione delle prestazioni «come elemento, cioè, incidente sulle modalità esecutive dello specifico appalto e, quindi, come parametro afferente alle caratteristiche oggettive dell' offerta».
Vengono così bocciati i riferimenti generici all' esperienza acquisita sul campo, che è invece oggetto di valutazione in sede di qualificazione Soa, anche nel settore specifico dei restauri: «Le tecniche normalmente impiegate dall' appaltatore», si segnala nel parere, «non possono infatti essere considerate coincidenti con le modalità offerte per l' esecuzione dell' appalto». Così come, è la conclusione, non può passare «a semplice presunzione che le abilità dimostrate in precedenti lavori analoghi garantiscano di per sé una determinata qualità della prestazione offerta».
Sarebbe stato diverso se l' esperienza fosse stata correlata all' indicazione della composizione e dell' esperienza del personale effettivamente messo a disposizione per l' esecuzione dell' appalto; non può invece essere sufficiente «la semplice presunzione che le abilità dimostrate in precedenti lavori analoghi garantiscano di per sé una determinata qualità della prestazione».

 

A cura di Italia Oggi del 15/06/2018 pag. 39


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