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Appalti, albo commissari al via

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GIU 18

In arrivo l' albo dei commissari di gara negli appalti, mentre per quanto riguarda l' iter di emanazione del decreto che dovrà stabilire i criteri per la qualificazione delle stazioni appaltanti si registrano ancora «resistenze di molte amministrazioni» che impediscono al testo di avere il via libera definitivo dalla Conferenza unificata.

L' Anac prosegue nell' attuazione del Codice dei contratti pubblici ma al tempo stesso chiede al governo e al parlamento «scelte chiare e inequivoche» e «regole semplici, comprensibili, ma anche stabili per consentire alla burocrazia di digerirle per poi applicarle in modo corretto». Perché all' Anac non servono «nuovi poteri e funzioni», ma piuttosto essere messa nelle condizioni di poter svolgere quelle attribuite. Nella relazione sull' attività del 2017, presentata ieri in senato, il presidente dell' Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone ha fatto il punto su quanto è stato fatto dall' Authority dal 2014 ad oggi.
Il bilancio è positivo sul fronte della lotta alla corruzione, della trasparenza e della vigilanza in materia di contratti pubblici, ma molto resta ancora da fare. I Piani di prevenzione della corruzione, ad esempio, sono stati generalmente ben digeriti dalle amministrazioni, ma restano delle zone d' ombra soprattutto nei piccoli comuni che ancora dimostrano resistenze ad applicare il criterio della rotazione. Sulla trasparenza, nonostante le resistenze di alcune categorie (dirigenti) nella pubblicazione online delle situazioni patrimoniali, si registra un forte calo delle sanzioni che nel 2017 sono state solo 19 (su 300 procedimenti) a fronte delle 98 del biennio 2015-2016. Ma restano ancora carenze relative soprattutto alla pubblicazione dei dati su performance, premi al personale e tempi di pagamento. Per quanto riguarda il Codice appalti (dlgs 50/2016), Cantone ne ha rivendicato i positivi risultati, pur nella consapevolezza della necessità di apportare molti correttivi.
La scelta dei commissari di gara attraverso l' estrazione da un albo, il rating di impresa, la necessità della progettazione esecutiva, una più rigorosa regolamentazione del partenariato sono solo alcuni esempi delle novità introdotte dal Codice che avrebbero dovuto favorire efficienza, semplificazione e trasparenza. Così non è stato o è stato solo in parte. Ma secondo Cantone non bisogna tornare indietro. La materia ha certamente bisogno di un «tagliando», ma non di una totale retromarcia (come auspica chi addirittura chiede una totale abrogazione del Codice «senza che nemmeno le più interessanti novità siano entrate in vigore») che «rischierebbe di creare una ulteriore fase di fibrillazione con una nuova crisi del settore, dalla quale, invece, sia pure a fatica si sta lentamente uscendo». Per questo, ha annunciato il numero uno dell' Authority, l' attività di attuazione del dlgs 50 va avanti a cominciare, come detto, dall' albo dei commissari di gara («in dirittura d' arrivo») che «entrerà in vigore, sia pure in più step, subito dopo l' estate».
Tra i suggerimenti recapitati al legislatore, Cantone ha auspicato un intervento regolatorio «da tempo atteso» sulle lobby e sulle fondazioni che si occupano di politica. Mentre sulla legge sul whistleblowing (legge n.179/2017) sono necessari interventi per rafforzare la tutela della riservatezza di chi denuncia fatti di rilievo penale. La legge, secondo Cantone, ha opportunamente circoscritto l' istituto alle sole segnalazioni fatte «nell' interesse dell' integrità della pubblica amministrazione», mentre ha ampliato l' ambito soggettivo di applicazione della norma, estendendolo alle società pubbliche controllate e alle imprese private. Ma, ha concluso il numero uno dell' Anticorruzione, «solo l' applicazione concreta evidenzierà l' effettiva utilità di un istituto già sperimentato positivamente in altri Paesi».

 

A cura di Italia Oggi del 15/06/2018 pag. 37 - autore FRANCESCO CERISANO


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