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Cantone: sul codice appalti ritardi non nostri, bene se il governo interviene ma no retromarce

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GIU 18

Ci sono ritardi e criticità nell' attuazione del codice appalti, ma non dipendono dall' Anac: è benvenuto un intervento del «nuovo legislatore», anche con correzioni delle norme, ma «no a retromarce complete che bloccherebbero di nuovo tutto», in particolare «sulla regolazione flessibile, non prescrittiva ma descrittiva che consenta una maggiore comprensione e una più facile applicazione da parte di chi opera sul campo».

È la posizione espressa dal presidente dell' Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone, nella Relazione annuale al Parlamento che ha tenuto ieri. Quanto alle ipotesi di tornare al vecchio regolamento generale, per abbandonare la soft law che è la vera rivoluzione del codice, Cantone le ha liquidate come «nostalgiche».
Certo, la soft law non può e non deve tradursi in «migliaia di esposti e richieste giunte da cittadini, imprenditori e amministrazioni, alcuni dei quali forse strumentali a ottenere una sorta di "bollino" sul loro operato». A Palazzo Madama, dove la presentazione si è svolta, era presente anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha voluto trasmettere - dopo le polemiche che avevano seguito il suo intervento per la fiducia al Senato - un segnale di grande attenzione politica all' Anac. È la prima volta, in effetti, che un presidente del Consiglio partecipa all' appuntamento. L' Anac «ha una funzione importante - ha sottolineato Conte - perché è l' Autorità preposta a prevenire e combattere la corruzione nel Paese».
Un riferimento alle vicende giudiziarie di questi giorni anche se il presidente del Consiglio ha precisato - a chi gli chiedeva se esiste un "caso Roma" - che «esiste in Italia un caso corruzione per cui dobbiamo stare sempre attenti, dobbiamo lavorare noi regolatori, autorità ovviamente come l' Anac e l' autorità giudiziaria ognuno nell' ambito delle sue competenze». Conte ha anche ripreso il messaggio di Cantone sul codice appalti e ha confermato che «l' attenzione del governo è massima» e che serve una «messa a punto». Altri due aspetti della relazione del presidente Anac sono stati sottolineati dal premier: la necessità di rendere più effettivo e più efficace l' istituto del whistleblowing; una regolazione per combattere e prevenire la corruzione in «quelle zone opache dove si annida l' operato delle lobby e delle fondazioni collegate alla politica». Cantone aveva rilanciato il tema della legge sulle lobby sia nella Relazione sia dopo, parlando del caso dello stadio di Roma.
L' ordinanza del gip sull' inchiesta - ha detto Cantone - «mette in evidenza con chiarezza quello che può essere il ruolo di associazioni e fondazioni nel finanziamento della politica: è un "trattato" di come vengono gestiti certi affari». A proposito della legislazione sugli appalti Cantone ha segnalato i dati che parlano di una ripresa dei bandi di gara nel 2017 (si vedano i grafici in pagina) e ha poi spiegato di accogliere «con grande favore il rafforzamento del pre-contenzioso, soprattutto per allargare la "versione vincolante", che oggi copre solo il 10% circa dei pareri». Ad accennare al rafforzamento del precontenzioso era stato il premier. Sempre in materia di appalti, Cantone ha ribadito la necessità di portare a regime al più presto uno degli aspetti più qualificanti del codice, il rating delle stazioni appaltanti che permetterà una qualificazione e una riduzione delle amministrazioni pubbliche che gestiscono appalti.
«L' Autorità - ha detto Cantone - ha reso al ministero delle Infrastrutture il proprio parere sullo schema di decreto ministeriale ma il testo, per le resistenze di molte amministrazioni, attende ancora il via libera della Conferenza unificata». Un passaggio della relazione, per tornare al tema dei ritardi e delle criticità del codice appalti, che rende più esplicito il pensiero di Cantone sulle responsabilità, attribuibili a una certa lentezza mostrata fino a oggi dal ministero delle Infrastrutture e alle resistenze di molte Pa rispetto a regole che riducono inefficienze e poteri di veto. Cantone ha ringraziato il presidente della Repubblica Mattarella per il continuo sostegno e per aver ricordato che la corruzione deve essere considerata il «male assoluto».

 

A cura di Il Sole 24 Ore del 15/06/2018 pag. 4 - autore Giorgio Santilli


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