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«Sì» all'integrazione «postuma» dell'offerta tecnica se non altera i contenuti

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GIU 18

Secondo il Tar Sicilia, Catania, sezione IV, sentenza n. 1137/2018 , la possibilità di utilizzare il soccorso istruttorio integrativo (articolo 83, comma 9 del codice) per carenze dell' offerta tecnica, incontra solamente il limite, invalicabile, di modifiche o alterazioni «postume».

Nel caso in cui l' appaltatore abbia però omesso di allegare una dichiarazione all' offerta - richiesta dalla stazione appaltante a pena di esclusione - la cui successiva produzione non alteri in alcun modo la proposta originaria, l' integrazione può essere ammessa.
La questione Il giudice siciliano si è occupato di una procedura di gara per l' affidamento del servizio di pulizia e igiene ambientale di strutture universitarie per la cui partecipazione la stazione appaltante prevedeva l' obbligo dell' inserimento, nell' offerta tecnica, di una specifica dichiarazione sull' impegno ad applicare i criteri minimi ambientali. La ricorrente è stata esclusa dal procedimento in quanto la commissione di gara ha appurato la totale mancanza di documenti relativi all' offerta tecnica, tra i quali la dichiarazione di impegno Cam.
Una mancanza cui la ricorrente ha posto rimedio solo successivamente al termine di presentazione delle offerte. Quindi si è posto al giudice il problema se l' amministrazione dovesse o meno esperire il soccorso istruttorio integrativo al fine di consentire la produzione «postuma» della predetta dichiarazione. Circostanza, questa, negata dalla stazione appaltante sulla base dell' orientamento che - in generale - esclude che il soccorso istruttorio possa essere utilizzato per sopperire a carenze dell' offerta tecnica e dell' offerta economica, se non nei termini di meri chiarimenti.
La decisione Secondo il giudice, l' interpretazione sostenuta dalla stazione appaltante eccede la ratio del soccorso istruttorio che deve essere intesa nel senso di inibire ogni «modificazione dell' offerta dopo che sia decorso il termine per la presentazione di essa». Nel caso concreto il rischio non si è posto neppure considerato che l' elemento omesso (la dichiarazione) non era riferibile alle caratteristiche tecniche della prestazione come definite dal concorrente in sede di offerta. La dichiarazione omessa, infatti, si riduce a un impegno a cura dell' appaltatore «ad utilizzare prodotti con le caratteristiche indicate dalla Stazione appaltante», conformi alle previsioni del decreto ministeriale del 2012.
Questo impegno, si legge in sentenza, seppur attinente alle caratteristiche tecniche dei prodotti, «non incide sul contenuto dell' offerta tecnica predisposta dal concorrente, che certamente non esclude di per sé l' utilizzo di prodotti CAM». Pertanto, pure con il soccorso integrativo, la produzione postuma della dichiarazione non era affatto in grado di determinare una modifica/snaturamento dell' offerta tecnica.
È interessante, infine, la riflessione espressa dal giudice sulla circostanza che la dichiarazione in parola integra in realtà un atto di tipo negoziale diverso dalle dichiarazioni sul possesso dei requisiti tecnici o economici, suscettibili di soccorso istruttorio, ma questo argomento di per sé non è parso decisivo per inibire l' integrazione postuma. Anche perché, conclude il giudice, «può fondatamente dubitarsi del fatto che sia proprio tale dichiarazione a costituire il fondamento dell' obbligo dell' aggiudicatario di utilizzare prodotti conformi a criteri ambientali minimi». Obbligo, come noto, prescritto direttamente dal codice dei contratti.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 13/06/2018 - autore STEFANO USAI


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