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Semplificazione del Codice per far ripartire gli appalti pubblici: Se son rose fioriranno

Semplificazione del Codice per far ripartire gli appalti pubblici: Se son rose fioriranno
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GIU 18

“Se son rose fioriranno”. Riascoltando le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte per la fiducia al Senato non possiamo che essere contenti della dichiarazione inserita nel paragrafo relativo alla  “Semplificazione, deburocratizzazione, digitalizzazione” in cui viene testualmente affermato “Dedicheremo molta attenzione alla semplificazione, alla deburocratizzazione e alla digitalizzazione.

Riassumo solo una battuta al tema degli appalti pubblici. Dobbiamo ridare slancio agli appalti pubblici, che possono diventare una leva fondamentale della politica economica del Paese, garantendo sviluppo sostenibile e aumento dell’occupazione”.
Affermazioni senz’altro positive per le quali è necessario osservare che se occorre “ridare nuovo slancio” ciò significa che, in atto, c’è qualcosa che non va e questo qualcosa che non va viene aggiunto nella successiva frase in cui è data una puntuale stoccata alla situazione attuale della normativa sulle opere pubbliche e, quindi, al Codice dei contratti. Conte ha, appunto, aggiunto che “Negli ultimi anni questo settore sta attraversando una fase di arresto, determinata per buona parte anche dalle incertezze interpretative e da talune rigidità generate dal nuovo codice dei contratti pubblici”. In buona sostanza è precisato quello che ripetiamo, ormai, da tanti mesi ed in atto non possiamo non affermare che “Se son rose fioriranno”. Ma il Presidente Conte nelle dichiarazioni programmatiche ha, anche, aggiunto che, nel sistema degli appalti, la forma non può surrogare a legalità che, invece, deve essere vera e non essere formalista. “Dobbiamo superare il formalismo fine a se stesso che ancora domina largamente la disciplina degli appalti poiché la forma non può essere scambiata per legalità: troppo spesso gare formalmente perfette nascondono corruzione e non impediscono la cattiva esecuzione” ha precisato Conte, aggiungendo, anche che “Dobbiamo assicurare il rigoroso rispetto dei tempi di consegna delle opere ma anche la qualità dei lavori e delle forniture e l’efficienza dei servizi”.
Positivo anche per il Presidente dell’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Gabriele Buia il richiamo del Presidente Conte alla necessità di ridare slancio al settore fondamentale per crescita e occupazione. “Abbiamo apprezzato molto le dichiarazioni che il Premier Conte ha rilasciato in Parlamento in merito agli appalti pubblici e alle azioni da intraprendere per assicurare al nostro Paese opere di qualità in tempi certi”, ha commentato Gabriele Buia sottolineando, anche, il richiamo alle criticità del Codice: “Abbiamo denunciato per primi, da tempo, che tra le cause della mancata ripartenza del settore delle opere pubbliche c’è il cattivo funzionamento della riforma dei contratti pubblici e siamo contenti che il Presidente Conte condivida questa analisi”.
Certo non potranno essere soltanto le dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri a modificare la situazione in atto con un Codice dei contratti che è stato, in molti casi, un freno agli investimenti in opere pubbliche e dobbiamo vedere quali saranno i prossimi passi del neoministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli che nel passaggio di consegne ha affermato “Bisogna rendere la macchina degli appalti sempre più efficiente. Ecco perché servirà anche uno snellimento amministrativo, per esempio sul fronte delle delibere Cipe. Ci sono tanti dossier importanti, a partire dalle grandi opere in via di costruzione, e questioni complesse alle quali mi dedicherò nelle prime settimane del mio incarico. Per il momento desidero rivolgere un saluto cordiale e un augurio di buon lavoro a tutto il personale e ai collaboratori del ministero. Il loro apporto professionale e la loro esperienza saranno fondamentali per svolgere il compito gravoso che ci attende in un clima di collaborazione attiva e serena”.
Come abbiamo già detto “Se son rose fioriranno” e restiamo in attesa dei prossimi atti del Ministro Danilo Toninelli sul Codice dei contratti e sulle attuali situazioni di incertezza provocate, principalmente ma non soltanto, da una mancata predisposizione ed attuazione di tutti i provvedimenti attuativi, dalla totale inerzia della cabina di regia prevista dal Codice dei contratti che avrebbe dovuto porre rimedio a quelle situazioni di incertezza che si sono manifestate e dalla necessità di predisporre un unico testo relativo a tutti i provvedimenti attuativi del Codice stesso al fine di rendere più semplice l’attuazione del Codice.

 

A cura di arch. Paolo Oreto pubblicato su LavoriPubblici.it del 06/06/2018


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