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Impugnabili solo le clausole del bando di gara immediatamente lesive

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GIU 18

Sono immediatamente impugnabili solo le clausole della lex specialis immediatamente lesive. Il Tar Veneto, nella sentenza n. 585/2018 , richiama la pronuncia del Consiglio di Stato n. 4/2018 ed elenca le clausole con effetto espulsivo.

Sono quelle che precludono l' ammissione alla gara, quelle che impediscono una corretta e consapevole elaborazione dell' offerta, contenenti disposizioni abnormi, che impediscono di valutare la convenienza tecnica ed economica. Ovvero le clausole che contemplano abbreviazioni irragionevoli dei termini per la presentazione dell' offerta o indicazioni negoziali che configurino il rapporto contrattuale in termini di eccessiva onerosità e di obiettiva non convenienza, o obblighi contra ius. Oltre a queste, secondo l' Adunanza Plenaria, le disposizioni mancanti dei dati essenziali per la formulazione dell' offerta (per esempio quelli relativi al numero, qualifiche, mansioni, livelli retributivi e anzianità del personale destinato ad essere assorbiti dall' aggiudicatario), ovvero quelle con formule matematiche errate (come quelle per cui tutte le offerte conseguono comunque il punteggio di "0" punti) e gli atti di gara che non indicano i costi della sicurezza non soggetti a ribasso. Il caso Nella fattispecie era stato impugnato il bando della gara per l' affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale automobilistico e tranviario urbano ed extraurbano del bacino territoriale della provincia di Padova con riferimento, tra le altre, anche alla violazione degli articoli 48, 83 e 172 del Dlgs n. 50/2016. I giudici hanno riconosciuto immediatamente impugnabile solo la clausola sull' applicazione del ribasso, collegato a un impossibile incremento dei passeggeri, con modalità tali da non poter essere applicato in modo integrale nel contratto. Invero, il capitolato premiava l' affidatario che avrebbe conseguito un aumento di passeggeri, ma la formula avrebbe favorito, con un minore ribasso, il soggetto non in grado di aumentare gli utenti. Nondimeno tale clausola era stata modificata dalla stazione appaltante e sotto tale profilo è stata dichiarata la cessazione della materia del contendere. Clausole non escludenti Il Tar Veneto non ha ritenuto immediatamente impugnabili le disposizioni del disciplinare di gara che non imponevano ai concorrenti raggruppati di specificare nell' offerta le parti dell' appalto eseguite dai singoli operatori economici riuniti; quelle che prescrivevano per la sola capogruppo l' iscrizione alla Camera di commercio e per la capogruppo e gli altri componenti dell' Ati il possesso dell' autorizzazione all' esercizio della professione di trasporto di persone su strada. E nemmeno la prescrizione relativa all' obbligo per i concorrenti plurisoggettivi di costituire, prima della stipula del contratto di servizio, una «newco» in forma di società di capitali che, all' avvio dell' esecuzione del contratto, doveva possedere i requisiti dichiarati o dimostrati dai partecipanti alla gara. I giudici hanno evidenziato che le clausole non escludenti sono quelle la cui idoneità a produrre un' effettiva lesione potrebbe essere valutata all' esito della procedura selettiva. In base alla sentenza dell' adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 4/2018 esse vanno impugnate con il provvedimento di aggiudicazione, che rende attuale la lesione dall' operatore economico che abbia partecipato alla gara o manifestato formalmente il proprio interesse alla procedura.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 07/06/2018 - autore MARIA LUISA BECCARIA


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