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Anac e Attività di vigilanza 2018: Approvata la direttiva che individua le priorità

Anac e Attività di vigilanza 2018: Approvata la direttiva che individua le priorità
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APR 18

Il Consiglio dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) ha approvato, nella seduta del 14 Marzo 2018, la direttiva programmatica sull’attività di Vigilanza per l’anno 2018 della quale come previsto dall’art.3 comma 4 del regolamento di Vigilanza è stato predisposto l’estratto sintetico.

Il provvedimento individua le priorità di intervento e i mezzi attraverso i quali perseguire la prevenzione dei fenomeni corruttivi nei settori di competenza dell’Autorità. Quattro le sezioni in cui si articola la direttiva e il conseguente piano ispettivo: vigilanza sulle misure anticorruzione, gli obblighi di trasparenza, le inconferibilità e incompatibilità; vigilanza sui contratti pubblici; vigilanza sugli appalti di lavori; vigilanza sugli appalti per la fornitura di beni e servizi.
Relativamente alla vigilanza sui contratti pubblici, l’ANAC precisa che le indicazioni fornite con la Direttiva programmatica, con particolare riferimento al settore degli appalti di lavori ed alla fornitura di beni e servizi, devono intendersi in continuità con il lavoro già svolto e costituiscono un aggiornamento delle Direttive relative agli anni precedenti. La struttura della Direttiva per tale settore è, pertanto, rimasta pressoché inalterata, in quanto già comprensiva di tutti gli ambiti in cui si espleta l’attività di vigilanza nel contesto delle competenze attribuite all’ANAC, tuttavia, il contenuto è stato ridefinito alla luce anche delle risultanze dell’attività di vigilanza espletata nell’anno precedente dai competenti.
L’attività di vigilanza in materia di contratti di lavori pubblici, con particolare riferimento alle tematiche indicate nell’ambito della Direttiva programmatica dello scorso anno, ha consentito di poter confermare in linea generale le anomalie già individuate. Le maggiori criticità sono state riscontrate negli ambiti della progettazione dei lavori, degli affidamenti diretti, dell’utilizzo del criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, delle varianti in corso d’opera, del contenzioso tra pubblica amministrazione ed operatore economico nel corso della fase esecutiva dei lavori, negli affidamenti dei subappalti, dell’utilizzo dell’istituto dell’avvalimento con finalità diverse da quelle stabilite dalle norme vigenti, degli affidamenti con procedure di somma urgenza (art. 163 Codice dei Contratti) e degli affidamenti in situazioni emergenziali. In particolare sono stati trattati:

L’attività di vigilanza sugli appalti per la fornitura di beni e servizi le maggiori criticità sono state riscontrate negli ambiti degli affidamenti in deroga alle procedure ordinarie, delle proroghe e dei rinnovi contrattuali, nella difficoltà delle stazioni appaltanti di comunicare le proprie necessità di approvvigionamento di beni e servizi, oggetto delle procedure di gara, nei tempi assegnati dai RUP per poter predisporre con celerità i bandi di gara e i capitolati d’oneri, nonché nella definizione tempestiva dei capitolati speciali di gara, impedendo con ciò uno svolgimento rapido ed efficace delle procedure di appalto, relativamente alle quali sono state riscontrate anche problematiche nella identificazione della più opportuna tipologia di procedura.
In particolare sono stati trattati:

 

A cura di Redazione LavoriPubblici.it del 20/04/2018


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