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Appalti, illegittimi gli scostamenti immotivati dalle Linee guida Anac

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17
APR 18

L' eventuale scostamento dalle indicazioni espresse dall' Anac con le linee guida, senza adeguata motivazione da parte del responsabile unico del procedimento, si configura come vizio di legittimità per eccesso di potere.

In questo senso si esprime la sentenza 125/2018 del Tar Abruzzo - Pescara , che ha affrontato una situazione specifica di "deroga" rispetto alle linee guida n. 2 sull' offerta economicamente più vantaggiosa. La vicenda Il giudice affronta la censura di illegittimità degli atti compiuti dalla commissione di gara nella conduzione del procedimento di valutazione dell' offerta con il metodo del confronto a coppie. In particolare, il ricorrente ha rilevato il comportamento non corretto dei commissari di gara che hanno espresso una valutazione collegiale invece di un punteggio/valutazione indipendente; nelle linee guida n. 2 dell' Anac si legge invece che «nel caso di confronto a coppie, il confronto avviene sulla base delle preferenze accordate da ciascun commissario a ciascun progetto in confronto con tutti gli altri, secondo i parametri contenuti nei documenti di gara». In particolare si è rilevata una "singolare" (e patologica) «coincidenza dei voti numerici attribuiti da tre commissari» che costituivano sintomo di distorsione rispetto al modello ordinario. Si è posta quindi l' esigenza della valutazione dello scostamento rispetto alle linee guida, che però non possono essere configurate né come norme né come disposizioni regolamentari (trattandosi tra l' altro, in questo caso, di linee guida non vincolanti). La qualificazione dello scostamento Nonostante questo, secondo il giudice la violazione delle indicazioni Anac senza una debita motivazione è riconducibile al vizio di legittimità configurabile in termini di eccesso di potere, circostanza che rende illegittima la scelta della stazione appaltante. A questo riguardo, in sentenza si legge che le linee guida, «pur non avendo carattere regolamentare e quindi direttamente vincolante, in quanto del resto "atipiche" e definite espressamente flessibili ai sensi di cui all' articolo 213, comma 2 del Dlgs 50/2016 - provengono pur sempre dall' autorità preposta alla vigilanza del settore di attività amministrativa in questione». Anche se non sono supportate da uno specifico apparato «sanzionatorio rivelatore di un rapporto di supremazia speciale, racchiudono indicazioni tratte dalla prassi oggetto di osservazione da parte della predetta autorità, sicché, quale atto di ricognizione della prassi delle amministrazione, hanno sicuramente il valore della prassi stessa che esse riepilogano». Per questa ragione la violazione delle linee guida «rappresenta senz' altro un sintomo di eccesso di potere qualora l' amministrazione non giustifichi come mai abbia ritenuto di discostarsene». Pertanto il Rup deve motivare ogni scostamento e la valutazione del giudice si sposterà sull' analisi della "qualità" della giustificazione.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 17/04/2018 - autore STEFANO USAI


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