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Sul principio di rotazione l'Anac affida la decisione alle stazioni appaltanti

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29
MAR 18

Con la deliberazione n. 206/2018, l' Anac ha formalmente approvato le nuove linee guida n. 4 in tema di acquisizione di appalti di lavori, servizi e forniture nell' ambito sottosoglia comunitario con affinamento della disciplina sulla alternanza (la rotazione) tra imprese.

L' aspetto, probabilmente, di maggior rilievo operativo attiene alla conferma - rispetto a quanto già declinato nella proposta approvata nel mese di dicembre e trasmessa per il parere al Consiglio di Stato ( parere n. 361/2018 ) - di una disciplina interna della stazione appaltante che regolamenti, tra gli altri, l' applicazione del principio di rotazione. Un regolamento interno Le linee guida confermano il divieto «di norma» di re-invito del vecchio affidatario o degli appaltatori già invitati al precedente appalto «semplificato» nei casi - e questa è una novità rispetto alla bozza di dicembre (che si esprimeva in termini di commessa analoga o uguale) - «in cui i due affidamenti, quello precedente e quello attuale, abbiano ad oggetto una commessa rientrante nello stesso settore merceologico, ovvero nella stessa categoria di opere, ovvero ancora nello stesso settore di servizi». La stazione appaltante, però, può disciplinare l' applicazione del principio di rotazione, escludendola, sia nel caso in cui «apra» alla partecipazione al mercato senza limiti sia nel caso in cui, con un regolamento, introduca il sistema delle fasce di importo. In particolare, secondo l' Anac il regolamento potrebbe essere o quello di contabilità oppure un documento specifico che disciplini le procedure di affidamento di appalti di forniture, servizi e lavori. Da un punto di vista pratico, l' ultima soluzione pare quella più congeniale, considerato che gli aspetti da disciplinare, per dare omogeneità all' azione amministrativa contrattuale, sono in realtà diversi e l' esigenza di un atto regolamentare appare davvero fondata per evitare comportamenti eterogenei dei vari Rup. La rotazione, pertanto verrebbe applicata «solo in caso di affidamenti rientranti nella stessa fascia» di importo relativamente allo stesso settore merceologico interessato. L' Anac precisa l' esigenza che risulti effettiva una «differenziazione tra forniture, servizi e lavori» con adeguata motivazione «in ordine alla scelta dei valori di riferimento delle fasce». Per i lavori, i valori possono tenere conto delle soglie previste dal sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori. Sono vietati naturalmente comportamenti arbitrari «con riferimento agli affidamenti operati negli ultimi tre anni solari» quali «arbitrari frazionamenti delle commesse o delle fasce; ingiustificate aggregazioni o strumentali determinazioni del calcolo del valore stimato dell' appalto; alternanza sequenziale di affidamenti diretti o di inviti agli stessi operatori economici; affidamenti o inviti disposti, senza adeguata giustificazione, ad operatori economici riconducibili a quelli per i quali opera il divieto di invito o affidamento, ad esempio per la sussistenza dei presupposti di cui all' articolo 80, comma 5, lettera m del Codice dei contratti pubblici». Ovvero nel caso di collegamento riscontrato - finalizzato a condizionare l' affidamento - tra imprese. Altri aspetti da regolamentare Nello stesso regolamento, la stazione appaltante avrà cura di indicare «una quota significativa minima di controlli a campione da effettuarsi in ciascun anno solare () nonché le modalità di assoggettamento al controllo e di effettuazione dello stesso». Previsione collegata alla nuova semplificazione dei controlli sui requisiti negli affidamenti entro i 20mila euro. Nello stesso documento una disciplina ad hoc deve essere dedicata ai microacquisti, soprattutto rispetto all' affidamento diretto, che può essere sinteticamente motivato nell' ambito di acquisti entro mille euro proprio con richiamo al regolamento. Un po' come accadeva con il vecchio regolamento delle acquisizioni in economia che esigeva l' indicazione dei beni/servizi/lavori e i limiti d' importo. Nello stesso regolamento, per evitare l' adozione di una moltitudine di atti, le stazioni appaltanti possono disciplinare anche le dinamiche da adottare nell' avvio e svolgimento delle indagini di mercato «eventualmente distinte per fasce di importo, anche in considerazione della necessità di applicare il principio di rotazione», le modalità di costituzione e revisione dell' elenco degli operatori economici, distinti per categoria e fascia di importo e i i criteri di scelta dei soggetti da invitare «a presentare offerta a seguito di indagine di mercato o attingendo dall' elenco degli operatori economici propri o da quelli presenti nel Mercato». 

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 29/03/2018 - STEFANO USAI


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