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Codice dei contratti: Decreto SOA ovvero l’inutilità della soft law all’italiana

Codice dei contratti: Decreto SOA ovvero l’inutilità della soft law all’italiana
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20
MAR 18

Una storia che ci fa capire l’inutilità di una soft law all’italiana.

L’ANAC ha inviato al Ministero delle infrastrutture, ai sensi dell’articolo 83 comma 2 e dell’articolo 84 comma 2 del Codice dei contratti, lo schema di decreto relativo ai requisiti di idoneità professionale, alla capacità economica e finanziaria ed alle capacità tecniche e professionali che gli operatori economici devono dimostrare per l’esecuzione di un appalto ma, che individua, anche, i livelli standard di qualità dei controlli che le società organismi di attestazione (SOA) devono effettuare, con particolare riferimento a quelli di natura non meramente documentale: in pratica il nuovo Decreto SOA che per entrare, però, in vigore dovrà attendere prima il parere del Consiglio di Stato (previsto come funzione consultiva) e, successivamente, quello delle competenti commissioni parlamentari previsto dal citato articolo 83, comma 2.
Nella situazione attuale è semplice ipotizzare che il MIT dovrà prima esaminare il decreto e, successivamente, il nuovo Ministro delle infrastrutture e dei trasporti potrà decidere se inviarlo o meno per i citati pareri. Ma potrebbe verificarsi, anche, che decida di non inviarlo per il semplice fatto di voler procedere, prima ad una più completa revisione del codice principalmente per il fatto di semplificarne tutto il processo relativo alla infinità di provvedimenti attuativi.
Il provvedimento predisposto dall’ANAC, che nel Titolo III della parte II del Regolamento n. 207/2010 era costituito da 37 articoli dal 60 al 96 contiene, adesso, 73 articoli suddivisi nelle seguenti 2 parti:
Parte I (artt. 1-19) - Società organismi di attestazione (SOA)
Parte II (artt. 20 - 73) - Sistema di qualificazione.
C’è da aggiungere, anche, che il decreto entrerà in vigore 60 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ma ha un periodo transitorio monstre costituito dai 25 commi dell’articolo 71.
Con il nuovo decreto proposto al MIT dall’ANAC. In particolare, sono state previste per quanto concerne le categorie di opere generali:

mentre per quanto concerne le categorie di opere specializzate, sono state previste:

La qualificazione resta obbligatoria per tutte le categorie generali mentre non è obbligatoria per le categorie di opere specializzate OS6-A, OS7, OS15, OS16,OS19, OS22, OS23, OS26, OS29, OS31 e OS32.
Le classifiche che erano 8 passano nelle 12 seguenti:
I - fino a euro 250.000
II - fino a euro 500.000
III - fino a euro 1.000.000
IV - fino a euro 1.500.000
V - fino a euro 2.500.000
VI - fino a euro 3.500.000
VII - fino a euro 5.000.000
VIII - fino a euro 7.500.000
IX - fino a euro 10.000.000
X - fino a euro 12.500.000
XI - fino a euro 15.000.000
XII - illimitato.

Ma andiamo, adesso, alla cronistoria di una provvedimento che nasce come soft law e prosegue con il correttivo come hard law:

È questa la cronistoria antecedente alla predisposizione da parte dell’ANAC dell’ultimo provvedimento relativo alla “Proposta al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti finalizzata all'adozione del decreto di cui all'art. 83, comma 2, del d.lgs. 50/2016”.
Resta il fatto che per un provvedimento che il MIT avrebbe potuto preparare come si faceva un tempo è stata scomodata l’ANAC con il risultato di 5 consultazioni nell’arco di pochi mesi (dal 3 aprile al 24 luglio 2017) e con adesso, un provvedimento monstre di 73 articoli e 5 allegati che non sappiamo quando vedrà la luce e con il periodo transitorio previsto all’articolo 216, comma 14 che continuerà a rendere vigente non si sa sino a quando il Titolo III della parte II del Regolamento n. 207/2010.
Maggiori dettagli nel testo dello schema di decreto predisposto dall'ANAC e nella Relazione AIR allegate.

 

A cura di LavoriPubblici.it del 15/03/2018 di arch. Paolo Oreto


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