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Indagini di mercato con avviso pubblico

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19
MAR 18

Le stazioni appaltanti devono regolamentare molti profili operativi dei processi di acquisizione di lavori, beni e servizi di valore inferiore alle soglie comunitarie.

Le linee-guida n. 4 sugli affidamenti sottosoglia, revisionate dall' Anac e definitivamente adottate con la deliberazione 206/2018 (si veda anche Il Sole 24 Ore di mercoledì) indicano in molti punti la necessità di un intervento normativo delle amministrazioni, per la definizione di regole per la gestione delle procedure e per applicare il principio di rotazione. Il primo punto rispetto al quale l' Anac sollecita la regolamentazione da parte degli enti è la definizione delle modalità con cui si realizzano le indagini di mercato, rispetto alle quali le Linee-guida forniscono lo schema generale fondato sull' avviso pubblico. Particolare attenzione deve poi essere dedicata alla formazione dell' elenco degli operatori economici, per il quale le stazioni appaltanti possono prevedere l' articolazione per categorie merceologiche, dovendo definire anche i criteri per individuare degli operatori economici da invitare alle procedure selettive. Le rinnovate Linee-guida mettono sotto la lente la necessità di una precisa regolamentazione degli acquisti di importo inferiore ai mille euro, per semplificare gli obblighi di motivazione e le deroghe al principio di rotazione. Proprio su quest' ultimo aspetto, l' Anac sollecita le stazioni appaltanti a disciplinare con un atto normativo la suddivisione in fasce di valore economico degli affidamenti, per facilitarne l' applicazione. L' Anac evidenzia peraltro che l' applicazione dell' articolo 42 del Codice dei contratti richiede alle stazioni appaltanti anche la definizione di misure per prevenire la corruzione e per evitare il conflitto di interessi, che devono essere sottoposte a monitoraggio costante. L' impatto in chiave organizzativa e regolamentare dell' atto di regolazione riguarda anche la gestione degli affidamenti diretti. L' Anac chiarisce che le stazioni appaltanti possono individuare l' operatore economico con il quale procedere ad affidamento diretto di lavori, servizi o forniture mediante processi semplificati di acquisizione di informazioni, che devono esplicitare nel provvedimento di aggiudicazione: tra queste possono rientrare l' analisi di listini, la verifica di aggiudicazioni analoghe da parte di altre amministrazioni o la richiesta di preventivi (ritenuta dall' Autorità come la prassi migliore). Per rendere omogenei questi percorsi, le amministrazioni dovrebbero stabilire differenti opzioni, tra le quali i propri operatori potrebbero scegliere quella più idonea ad acquisire informazioni utili per la selezione dell' affidatario. L' importanza di questi elementi è rilevabile anche dall' articolo 32, comma 2 del Codice, che consente per questi affidamenti la sintesi in un unico atto, nel quale tuttavia devono essere chiaramente esplicitate le ragioni della scelta del fornitore Le Linee-guida dettagliano invece in modo specifico le modalità con le quali devono essere effettuate le verifiche dei requisiti per le acquisizioni di minore importo, individuandole in quelle di valore inferiore ai 20mila euro. Entro questa fascia l' Anac ha fissato una soglia minima di 5mila euro, che permette alle amministrazioni di ridurre al minimo le verifiche (autocertificazione sui requisiti generali e di capacità, controllo della regolarità contributiva e delle eventuali abilitazioni richieste), prevedendo invece nel range superiore (tra i 5mila e i 20mila euro) alcuni controlli ulteriori (situazione procedure fallimentari, regolarità fiscale).

 

A cura di Il Sole 24 Ore del 19/03/2018 - autore Alberto Barbiero


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