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L'impresa non paga la centrale di gara

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15
MAR 18

No al pagamento di servizi di intermediazione per la gestione di una gara di appalto.

Le amministrazioni non sono legittimate a richiedere alle imprese il pagamento di un corrispettivo per l' utilizzo delle cosiddette «centrali di committenza», le piattaforme che hanno il ruolo di assistere le piccole Pa nella gestione di gare complesse. È quanto ha affermato l' Anac in un parere appena licenziato, nel quale si esamina la questione di una gara per la gestione dei rifiuti organizzata proprio attraverso una centrale di committenza.
Nel caso in questione, al momento della firma del contratto l' impresa aggiudicataria si era vista presentare una richiesta di pagamento di una somma pari all' 1,5% dell' importo di aggiudicazione per i servizi di intermediazione resi dalla centrale di committenza e, in particolare, per l' utilizzo della sua piattaforma elettronica. Si tratta di un caso potenzialmente molto frequente, vista la grande diffusione che le centrali di committenza stanno avendo nel nostro sistema, sia a livello regionale che provinciale, per effetto delle scelte del ministero dell' Economia. Il corrispettivo in questione però, secondo la ricostruzione dell' Autorità anticorruzione, non ha alcuna giustificazione.
«Non esistono - spiega infatti l' Anac - disposizioni legislative che abilitano le stazioni appaltanti a richiedere il pagamento di una commissione agli aggiudicatari delle proprie gare d' appalto». E, quando si parla di appalti, «ogni prestazione patrimoniale imposta deve trovare il proprio fondamento nel dettato legislativo». Quindi, non è possibile che le amministrazioni facciano alle imprese una richiesta di questo tipo. D' altronde, la scelta del ministero dell' Economia di mettere a disposizione delle amministrazioni, a titolo gratuito, il proprio sistema informatico di negoziazione, «costituisce chiara espressione della volontà di non porre a carico degli operatori economici i costi connessi alla centralizzazione/aggregazione degli acquisti».
La stessa creazione di centrali di committenza - dice ancora l' Autorità - «è posta in essere col fine di procedere ad un risparmio di spesa per le singole amministrazioni che ne beneficiano, ma il loro relativo funzionamento non può determinare un aggravio dei costi per gli operatori». In altre parole, gli obiettivi di risparmio della Pa non possono essere scaricati sugli operatori economici.

 

A cura Il Sole 24 Ore del 15/03/2018 - autore Giuseppe Latour


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