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Appalti, autonomia ampia ai direttori di lavori ed esecuzione

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FEB 18

Il direttore dei lavori e il direttore dell' esecuzione negli appalti di servizi e forniture devono rapportarsi costantemente con il responsabile unico nell' ambito della gestione degli appalti nella quale operano ad ampio spettro.

Il decreto del ministro delle infrastrutture attuativo dell' articolo 111 del Codice dei contratti pubblici è in dirittura d' arrivo ( si veda il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 19 febbraio ) e consente alle stazioni appaltanti di avere a disposizione un quadro di riferimento molto dettagliato per le due figure, ma anche per una serie di aspetti procedurali che nel Dlgs 50/2016 trovano solo i riferimenti generali (come la disciplina dei controlli amministrativi e contabili). Per il direttore dei lavori e per il direttore dell' esecuzione la normativa stabilisce anzitutto una disciplina rigorosa finalizzata a evitare l' insorgenza di incompatibilità. I due soggetti sono rapportati al responsabile unico del procedimento secondo uno schema che valorizza il potere di direttiva del Rup, ma lascia ampia autonomia al direttore nelle attività relative all' esecuzione dell' appalto e al controllo. Direttore dei lavori Il decreto delinea un quadro operativo molto articolato per il direttore dei lavori, che origina nella fase preliminare con l' attestazione dei luoghi e la consegna dei lavori, sviluppandosi poi nelle attività relative all' esecuzione. In questa fase il direttore dei lavori deve effettuare controlli sostanziali sia sulle prestazioni rese dall' appaltatore che su quelle prodotte dai subappaltatori, ma soprattutto è chiamato a gestire il confronto con l' esecutore per le modifiche prevedibili (ad esempio, la variazione prezzi o il ricorso al quinto d' obbligo) e per le varianti in corso d' opera (rispetto alle quali interagisce con il Rup). L' ambito di operatività risulta esteso alla gestione delle contestazioni e delle riserve, nonché a quella delle sospensioni e dei sinistri. Il decreto definisce i profili di sviluppo del controllo amministrativo contabile, configurando in dettaglio tutti i documenti e le procedure per la contabilità dell' appalto, rimodulando molte disposizioni già presenti nel Dpr 207/2010: rispetto a quelle attività, il direttore dei lavori opera con strumenti informatici, finalizzati a ottimizzare i vari adempimenti e la conservazione digitale dei documenti. Sia per il direttore dei lavori che per il direttore dell' esecuzione la nuova disciplina conferma come strumenti di regolazione del rapporto con l' esecutore gli ordini di servizio in forma scritta. Direttore dell' esecuzione Negli appalti di forniture di beni e di servizi la figura di direzione opera secondo uno schema molto simile a quello dei lavori, seppure in parte semplificato. Tuttavia il direttore dell' esecuzione è connotato come soggetto con un ruolo fortemente focalizzato sul controllo costante dell' appalto, sia con riferimento ai profili prestazionali sia a quelli qualitativi delle attività, dovendo peraltro registrarlo con apposita verbalizzazione. I compiti di verifica si proiettano anche sugli aspetti contabili, seguendo la regolamentazione stabilita per tali profili dalle singole stazioni appaltanti secondo le proprie specificità ordinamentali. Il direttore dell' esecuzione è individuato in tutte le tipologie di apaplti di beni e servizi, indipendentemente dal loro valore, anche se fino alla soglia dei 500.000 euro tale figura può coincidere con il rup, mentre oltre quel valore e comunque per gli appalti complessi deve essere necessariamente distinta. Le norme del decreto valorizzano le attività relative all' esecuzione e al controllo degli appalti, consentendo alle amministrazioni di avere un preciso quadro di riferimento anche per la corretta gestione degli incentivi per funzioni tecniche in base all' articolo 113 del codice dei contratti pubblici.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 20/02/2018 - autore ALBERTO BARBIERO


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