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Anac, niente rotazione se la stazione appaltante rispetta la libera partecipazione

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GEN 18

L' Anac, nel riproporre il nuovo schema di linee guida n. 4 - relative all' affidamento nell' ambito del sottosoglia comunitario - trasmesse al Consiglio di Stato per il parere, introduce nuove precisazioni circa l' applicazione pratica del principio di rotazione «aprendo» alla possibilità di reiterare l' invito al precedente affidatario o a operatori già invitati, per affidamenti di commesse identiche o analoghe, se la stazione appaltante rispetta i principi di partecipazione e libera concorrenza ( si veda anche il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 15 gennaio ).

La rotazione Nello schema particolare attenzione da parte dell' autorità anticorruzione viene data al modo con cui si apllica la rotazione delle imprese. Intervento effettivamente necessario considerate anche le recenti sentenze in materia che non forniscono chiari indirizzi circa l' interpretazione dell' articolo 36 del codice in tema di affidamenti nell' ambito del sottosoglia comunitario. Nello schema si chiarisce, in primo luogo, che la questione della rotazione deve essere oggetto di considerazione in ogni caso in cui intervenga l' affidamento - con una procedura semplificata - di una commessa identica o analoga a quella già assegnata. In questo caso, il precedente affidatario e gli operatori già invitati non possono partecipare al procedimento di affidamento a meno che il Rup non attivi una procedura ordinaria oppure avvii delle indagini di mercato o consultazioni di elenchi precostituiti senza porre alcuna «limitazione in ordine al numero di operatori economici selezionati». Con specifico regolamento interno, la stazione appaltante potrebbe anche disciplinare delle fasce «suddivise per valore economico degli affidamenti, sulle quali applicare la rotazione». Le fasce, si legge ancora nello schema, «devono essere differenziate per forniture/servizi e lavori e i valori di riferimento devono essere opportunamente motivati e possono tenere conto per i lavori delle soglie previste per la qualificazione». Il Rup in ogni caso non deve aggirare la norma che impone la rotazione attraverso arbitrari frazionamenti delle commesse o delle fasce, o «ingiustificate aggregazioni o strumentali determinazioni del calcolo del valore stimato dell' appalto». La deroga alla rotazione Viene meglio chiarito anche l' ambito della deroga alla rotazione, sia per quanto concerne il riaffido diretto (nell' ambito dei 40mila euro) sia nel caso di reinvito al contraente uscente. Si ribadisce che in questo caso il responsabile unico deve motivare la decisione nella determina a contrattare che avvia il procedimento amministrativo. La scelta può essere motivata «in considerazione della particolare struttura del mercato e della riscontrata effettiva assenza di alternative, tenuto altresì conto del grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale (esecuzione a regola d' arte e qualità della prestazione, nel rispetto dei tempi e dei costi pattuiti) e della competitività del prezzo offerto rispetto alla media dei prezzi praticati nel settore di mercato di riferimento». Allo stesso modo il reinvito al candidato già invitato alla precedente procedura selettiva, e non affidatario, dovrà «tenere conto dell' aspettativa, desunta da precedenti rapporti contrattuali o da altre ragionevoli circostanze, circa l' affidabilità dell' operatore economico e l' idoneità a fornire prestazioni coerenti con il livello economico e qualitativo atteso». Viene infine prevista - con evidenti effetti pratici - la possibilità di derogare alla rotazione nel caso di affidamenti di importo inferiore a 1.000 euro, previa motivazione da indicare sempre nella determina a contrarre.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 17/01/2018 - STEFANO USAI


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